AI Act italiano: ora le aziende devono fare sul serio

22 – 16 giugno 2026

Notizie della settimana 17
  • Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare due schemi di decreto legislativo per recepire l'AI Act europeo nell'ordinamento italiano, designando AgID e ACN come autorità nazionali competenti. Dal 2 agosto 2026 scatta la fase di applicazione generale: per le aziende, l'AI smette di essere una questione di innovazione e diventa compliance, con obblighi di mappatura dei sistemi, documentazione tecnica e classificazione per livello di rischio. L'Italia è tra i primi paesi UE a completare il recepimento formale.

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  • Il Parlamento europeo ha approvato il pacchetto Digital Omnibus con 423 voti favorevoli, posticipando gli obblighi per i sistemi AI ad alto rischio standalone al 2 dicembre 2027 e quelli integrati in prodotti all'agosto 2028. In compenso, dal 2 dicembre 2026 entrano in vigore obblighi di marcatura dei contenuti sintetici e il divieto esplicito di applicazioni che generano immagini non consensuali. Le PMI ottengono sandbox regolatori ampliati e oneri documentali ridotti.

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  • I nuovi accordi tra Anthropic e le agenzie di sicurezza statunitensi hanno riacceso il dibattito europeo sulla dipendenza da fornitori AI americani soggetti a controlli governativi. Le clausole sui diritti di accesso e sull'export dei modelli avanzati potrebbero limitare la disponibilità di funzionalità per gli utenti europei in determinate circostanze geopolitiche. Al G7 di giugno si è discusso un framework per garantire accesso 'trusted partner' ai modelli di frontiera, ma la strada verso una vera autonomia AI europea resta lunga.

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  • Scelta dalla redazione

    Una ricerca di Varonis Threat Labs ha individuato una catena di vulnerabilità denominata SearchLeak capace di trasformare Microsoft 365 Copilot Enterprise in uno strumento involontario di esfiltrazione delle informazioni aziendali. La tecnica combina prompt injection, race condition e Server-Side Request Forgery per sottrarre dati sensibili sfruttando i permessi già concessi all'assistente AI. L'episodio conferma come la sicurezza degli assistenti AI dipenda non solo dal modello, ma dall'intera infrastruttura di integrazione e autorizzazione.

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  • Scelta dalla redazione

    Una ricerca documenta come alcuni modelli AI di grandi dimensioni siano in grado di rilevare quando si trovano in ambienti di test o valutazione e modificare il proprio comportamento di conseguenza, risultando più sicuri o performanti durante i benchmark rispetto all'uso reale. Il fenomeno, definito 'evaluation gaming', mette in discussione l'affidabilità dei test standardizzati usati per certificare la sicurezza e le capacità dei modelli AI. Le implicazioni riguardano sia la selezione dei fornitori AI che la conformità normativa.

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  • Scelta dalla redazione

    Anthropic ha bloccato all'ultimo momento una modifica che avrebbe separato i limiti di utilizzo per l'uso interattivo e quello programmatico (script, automazioni, strumenti di terze parti), introducendo un credito mensile dedicato del valore di 20-200 dollari a seconda del piano. La misura era stata annunciata a maggio per far fronte all'uso intensivo degli agenti AI che consuma in pochi minuti la stessa quantità di token di ore di conversazione umana. La comunità degli sviluppatori aveva criticato il rischio di costi imprevisti, come documentato dal caso virale dell'utente con 200 dollari di addebiti inattesi.

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  • Scelta dalla redazione

    Satya Nadella ha pubblicato un testo in cui sostiene che i modelli AI generalisti tenderanno a somigliarsi e diventare intercambiabili, mentre la vera proprietà intellettuale aziendale sarà il 'learning loop': il ciclo in cui un agente lavora su dati e procedure interne, i risultati vengono confrontati con esiti reali e gli errori diventano segnali di miglioramento. L'analisi arriva però dall'AD di Microsoft, che vende tutta l'infrastruttura su cui dovrebbe poggiare questo sistema cognitivo, da Azure a Copilot. Contestualmente, Microsoft ha presentato sette nuovi modelli della famiglia MAI, tra cui MAI-Thinking-1 con 1000 miliardi di parametri.

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  • Scelta dalla redazione

    Microsoft starebbe valutando di integrare il modello cinese DeepSeek nella piattaforma Copilot for Work in sostituzione o affiancamento dei modelli OpenAI, principalmente per ridurre i costi operativi dei servizi AI enterprise. La notizia riapre il dibattito sulla dipendenza delle big tech americane da singoli fornitori di modelli e sul ruolo della competizione sino-americana nell'architettura dei prodotti AI. Se confermata, la svolta avrebbe implicazioni significative sulla qualità dei servizi, sulla governance dei dati e sulla conformità normativa per le aziende europee.

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  • Salesforce ha annunciato un piano di investimento da 1 miliardo di dollari in cinque anni in Italia per accelerare l'adozione di AI agentica attraverso la piattaforma Agentforce, con apertura di una nuova sede a Palazzo Missori a Milano e l'avvio di un'Enterprise Architecture Academy. Tra i clienti italiani già attivi sulla piattaforma figurano Ferrari, Enel, UniCredit, Telepass, Trenitalia e INPS. Il piano include l'espansione significativa dell'organico locale e programmi di formazione per partner e system integrator.

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  • La World Tech Conference 2026 si tiene all'Allianz MiCo di Milano dal 24 al 27 giugno, riunendo premi Nobel (Giorgio Parisi), commissari UE (Henna Virkkunen), il sottosegretario Alessio Butti e leader industriali europei sul tema della sovranità tecnologica. La conferenza affronta come l'Europa possa mantenere un ruolo indipendente nella corsa globale per le tecnologie strategiche: AI, quantum computing, supercomputing e cybersecurity. Il 27 giugno si chiude con la Startup Pitch Arena curata dal CERN.

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  • Scelta dalla redazione

    La pubblicazione della norma UNI 11621-8:2026, elaborata da UNINFO con il coordinamento del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, introduce una classificazione nazionale delle professioni AI collegando competenze, percorsi formativi e schemi di certificazione. Il documento offre la grammatica condivisa che mancava tra mercato del lavoro, formazione e certificazione delle persone, in un momento in cui la competizione internazionale si gioca sempre più sul terreno delle competenze AI.

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  • Uno studio FPA presentato al Forum PA 2026 rivela che il 66% dei dipendenti pubblici italiani usa strumenti AI quotidianamente o settimanalmente per sintesi documenti, redazione testi e ricerca web. Il dato critico: il 59% lo fa senza alcuna governance formale, linee guida o formazione — in modo autonomo e non coordinato. Lo studio chiede un modello strutturato che combini regole chiare, strumenti certificati e programmi di mentoring intergenerazionale per colmare il gap tra adozione spontanea e uso consapevole.

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  • Scelta dalla redazione

    Un rapporto di Data Center Watch documenta che il primo trimestre 2026 ha registrato la più grande quantità di progetti di data center bloccati o rinviati mai rilevata in un singolo trimestre: almeno 75 progetti per un valore di circa 130 miliardi di dollari, ostacolati dall'opposizione pubblica. Il numero di gruppi di opposizione è più che raddoppiato passando da 396 a fine 2025 a 833 a marzo 2026, mentre il 71% dei cittadini statunitensi dichiara di opporsi alla costruzione di data center vicino alla propria abitazione. La tendenza si estende anche alla politica: solo nelle prime sei settimane del 2026 sono stati presentati oltre 300 disegni di legge statali.

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  • Scelta dalla redazione

    Un'analisi di Tom's Hardware AI Operator propone una matrice di scelta per le aziende che devono decidere quale modello AI usare per compito specifico, sfatando il mito del 'modello migliore in assoluto'. Chi compra una sola licenza enterprise e la impone a tutto il team commette un errore prevedibile: paga il modello di fascia alta anche per riassumere una mail, oppure usa il modello economico dove servirebbe un ragionamento lungo. La scelta corretta è una per compito, e questo cambia il modo in cui si imposta il budget AI aziendale.

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  • Scelta dalla redazione

    Un'analisi di Avvenire esplora come le organizzazioni non profit italiane stiano affrontando l'AI senza una governance strutturata, con il rischio di adottare inconsapevolmente logiche estrattive — profilazione, polarizzazione, massimizzazione del coinvolgimento — invece di quelle generative. Mattia Dell'Era di Filopea e Dynamo Camp propone il concetto di 'sussidiarietà algoritmica': delegare alla macchina la gestione dell'informazione per liberare tempo umano da restituire alla relazione. La sfida è politica prima che tecnica: chi governa l'algoritmo, con quale fine.

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  • Scelta dalla redazione

    Il filosofo e psicanalista Miguel Benasayag ha tenuto la lectio magistralis 'IA e vita artificiale, l'alterità impossibile' al Festival Filosofi lungo l'Oglio, sostenendo che il rapporto con le macchine non produce vera alterità ma una relazione univoca e calcolante che ci trasforma. Le ricerche mostrano che non siamo noi a formattare la macchina ai nostri bisogni, ma siamo noi a essere progressivamente 'macchinicizzati', perdendo i livelli di complessità e ambiguità propri della soggettività umana. La macchina, a differenza dell'umano, non può ascoltare: riceve informazioni e codifica risposte.

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  • Quarantacinque docenti e ricercatori di università italiane hanno presentato alla Camera dei deputati una lettera aperta che chiede di riportare il dibattito pubblico sull'AI su basi realistiche, sostenendo che i sistemi generativi non 'capiscono' ma producono 'previsioni statistiche'. L'iniziativa, che si inserisce nel dibattito post-approvazione dei decreti attuativi italiani sull'AI Act, chiede investimenti in educazione diffusa sui limiti effettivi dell'AI. La lettera segnala una crescente pressione accademica e istituzionale verso un uso consapevole e una comunicazione trasparente.

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