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Il presidente Agcom Lasorella ha annunciato l'imminente segnalazione formale all'UE su Google AI Mode e AI Overview, che forniscono risposte sintetiche nelle ricerche senza rimandare ai siti delle testate. La FIEG ha definito Google un 'traffic killer' e chiede l'apertura di un procedimento formale sotto il Digital Services Act. Google replica che si tratta di un'evoluzione naturale del motore di ricerca.

Il presidente di AGCOM Giacomo Lasorella ha annunciato il 18 febbraio che l'autorità invierà una segnalazione formale alla Commissione Europea riguardo all'AI Mode di Google, disponibile in Italia dall'ottobre 2025. Secondo AGCOM, la funzione — che risponde alle ricerche con riepiloghi generati dall'AI senza rimandare ai siti di origine — comprime la libertà d'informazione e viola l'articolo 3 dell'European Freedom Act. Anche la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) ha presentato un esposto, definendo Google un 'traffic killer' che sottrae lettori e ricavi agli editori.

Il 19 febbraio il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso pubblico il documento 'Verso l'Osservatorio sull'adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro', una raccolta di contributi multistakeholder che segna l'avvio operativo del nuovo organismo istituzionale. L'Osservatorio — presieduto dal Ministro e composto da un Comitato di indirizzo, una Commissione Etica (guidata da Paolo Benanti), una Consulta delle parti sociali e 4 Comitati tecnico-scientifici — avrà il compito di monitorare gli impatti dell'IA su produttività, occupazione e condizioni di lavoro e di definire la strategia nazionale.

Con l'Avviso 4/2025, Fondimpresa mette a disposizione 5 milioni di euro per finanziare la formazione sull'intelligenza artificiale nelle aziende aderenti. I piani formativi ammissibili vanno da 40.000 a 150.000 euro e devono essere collegati a progetti concreti di adozione AI in azienda. Le domande si apriranno il 25 febbraio 2026: le imprese hanno poche settimane per strutturare la proposta.

Il 2 febbraio 2026 ha segnato una scadenza fondamentale per il Regolamento UE sull'intelligenza artificiale: tutti i sistemi AI a rischio limitato devono ora rispettare gli obblighi di trasparenza e classificazione. Le aziende italiane che non hanno ancora mappato i propri sistemi AI rischiano sanzioni fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale. Il D.lgs. 132/2025 impone inoltre di aggiornare notifiche ai clienti, rivedere i contratti e predisporre processi di verifica ispettiva.

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha varato il piano delle attività ispettive per il primo semestre 2026, inserendo tra le priorità i controlli sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale in ambito scolastico, accanto a data breach, whistleblowing e telemarketing. La mossa segnala una crescente attenzione delle autorità italiane all'uso dell'AI con i minori, in coerenza con i principi GDPR e con le disposizioni dell'AI Act sui sistemi ad alto rischio. I fornitori di strumenti educativi basati su AI sono i soggetti più esposti ai controlli.

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