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OpenAI raddoppia l'organico da 4.500 a ~8.000 entro fine 2026, con focus su marketing e business development per contrastare Anthropic nel mercato enterprise. L'azienda mira a vendere applicazioni AI personalizzate alle corporation, riconoscendo che le aziende scelgono Anthropic tre volte più spesso di OpenAI quando acquistano IA per la prima volta.

Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte rivela che le imprese italiane sono tra le più ottimiste in Europa: l'82% prevede di aumentare gli investimenti in AI, il 92% si aspetta un incremento di produttività. Le principali barriere restano la carenza di talenti (39%), l'identificazione dei casi d'uso (27%) e la disponibilità dei dati (27%). Solo il 57% dei leader ha attivato programmi di upskilling per preparare i team all'AI.

Un'analisi di ManagementCue esamina l'impatto concreto dell'AI agentica sulle PMI italiane nel 2026. Secondo i dati ISTAT 2025, solo il 16% delle imprese italiane con almeno 10 addetti usa già soluzioni AI, e oltre l'80% è ancora in fase esplorativa. IDC stima che l'AI agentica coprirà il 26% dei budget IT globali entro il 2029, mentre Gartner prevede che il 40% delle applicazioni enterprise includerà agenti AI dedicati entro fine 2026. Il 74% degli executive che ha adottato AI agentica ha già riportato ROI nel primo anno.

Lo 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte Italy rivela un paradosso italiano: l'82% delle aziende prevede di aumentare gli investimenti in AI e il 92% si aspetta aumenti di produttività, eppure il 68% delle imprese italiane non ha ancora integrato l'AI nei propri processi — contro il 53% della media globale. Il principale ostacolo rimane la carenza di talenti (39%), seguita dalla difficoltà di identificare casi d'uso concreti (27%). Solo il 3% delle aziende italiane possiede tecnologie AI proprietarie.

Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte fotografa un'Italia che corre più veloce della media europea sull'AI: il 62% delle aziende usa già AI generativa, il 70% sta implementando AI agentica (prevista al 91% entro due anni) e il 92% dei manager attende un aumento di produttività. Solo il 3% ha tecnologie proprietarie: la maggioranza si affida a vendor esterni. La barriera principale rimane la carenza di skill, citata dal 39% come ostacolo primario.

L'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano certifica che nel 2025 il mercato italiano dell'AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, con una crescita del +50% rispetto al 2024. Il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto AI (vs 59% nel 2024) e la domanda di lavoro con skill AI è cresciuta del 93%. Tuttavia, solo 1 grande impresa su 5 ha una vera pervasività dell'AI in più funzioni aziendali, e tra le PMI l'adozione rimane ferma all'8%.

Con l'Avviso 4/2025, Fondimpresa mette a disposizione 5 milioni di euro per finanziare la formazione sull'intelligenza artificiale nelle aziende aderenti. I piani formativi ammissibili vanno da 40.000 a 150.000 euro e devono essere collegati a progetti concreti di adozione AI in azienda. Le domande si apriranno il 25 febbraio 2026: le imprese hanno poche settimane per strutturare la proposta.

Il C-Suite Barometer 2026 (focus Italia) rivela che l'80% delle grandi aziende italiane ha già riorganizzato i propri team per integrare l'AI — dato superiore al 74% internazionale e in crescita di 18 punti percentuali in un anno. L'AI agentica sta già impattando ruoli di junior management come project manager e assistenti operativi, grazie alla capacità di pianificare e gestire workflow complessi in autonomia.

Il 19 gennaio 2026, IBM ha presentato Enterprise Advantage, il primo servizio di consulenza 'asset-based' al mondo progettato per aiutare le aziende a costruire, governare e gestire rapidamente una propria piattaforma AI interna. Il servizio combina strumenti proprietari di AI con competenze specialistiche per accelerare l'adozione dell'AI agentica in contesti enterprise complessi, riducendo i tempi di implementazione e i rischi operativi.

Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte, condotto su oltre 3.000 dirigenti di 24 Paesi e presentato in occasione di Davos, rivela che l'Italia è tra i Paesi più ottimisti sull'AI: l'82% delle aziende italiane prevede di aumentare gli investimenti quest'anno, il 92% si aspetta un aumento di produttività e il 31% afferma che l'AI è già integrata ad alto livello nelle decisioni strategiche. Il principale ostacolo rimane la carenza di talenti (39%).

Secondo i dati pubblicati questa settimana da AI Marketing Italia e confermati dal rapporto Deloitte, i sistemi di AI agentica — capaci di pianificare, eseguire e coordinare attività autonomamente — hanno registrato un'adozione in crescita del 327% nelle aziende rispetto all'anno precedente. Quasi il 70% delle imprese italiane intervistate utilizza già questi sistemi in qualche forma, con una proiezione di raggiungere il 91% di adozione entro due anni.

Lo State of AI in the Enterprise 2026 di Deloitte, pubblicato a inizio anno, rivela che il 92% dei manager italiani prevede di aumentare gli investimenti in intelligenza artificiale nel corso dell'anno — dato superiore alla media europea (84%) e tedesca (87%). L'82% si aspetta miglioramenti concreti di produttività, mentre tre quarti delle aziende intervistate prevedono di implementare soluzioni di AI agentica entro due anni.

Google Cloud ha pubblicato le sue previsioni per l'ecosistema business italiano nel 2026: l'intelligenza artificiale smette di essere sperimentazione e diventa infrastruttura operativa. Il trend centrale è l'adozione dell'AI agentica — sistemi che operano in autonomia su task complessi — identificata come il fattore competitivo singolo più rilevante per le aziende nei prossimi 12 mesi. Le imprese che non avranno integrato processi AI strutturati entro fine anno rischiano di trovarsi fuori mercato.

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