Il report annuale Deloitte rivela che il 92% dei manager italiani si aspetta incrementi di produttività dall'AI. Il 70% usa già AI agentica (target 91% entro due anni). Solo il 3% ha tecnologie AI proprietarie, il 48% acquista soluzioni esterne. Le barriere principali: carenza di talenti (39%), identificazione dei casi d'uso (27%) e governance (27%).
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Il 19 febbraio TIM e Microsoft hanno annunciato una partnership strategica per accelerare la trasformazione digitale di aziende e Pubblica Amministrazione italiane. Al centro dell'accordo c'è il dispiegamento su larga scala di Microsoft 365 Copilot e della Power Platform low-code, con focus su cloud sicuro, cybersecurity e modelli di AI gestiti localmente per garantire la sovranità dei dati. TIM rafforza così il suo ruolo di enabler di soluzioni digitali conformi alle normative italiane ed europee.
Secondo l'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato italiano dell'AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro con una crescita del 50% anno su anno. Il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto AI e l'84% ha già licenze di AI generativa; l'AI agentica si conferma la parola dell'anno, con tre quarti delle aziende che prevedono di implementarla entro due anni. Resta però un forte dualismo: nelle PMI — ossatura del tessuto produttivo italiano — l'adozione procede lentamente, con il 68% delle aziende italiane che non ha ancora integrato l'AI nei propri processi contro una media globale del 53%.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte fotografa un'Italia che corre più veloce della media europea sull'AI: il 62% delle aziende usa già AI generativa, il 70% sta implementando AI agentica (prevista al 91% entro due anni) e il 92% dei manager attende un aumento di produttività. Solo il 3% ha tecnologie proprietarie: la maggioranza si affida a vendor esterni. La barriera principale rimane la carenza di skill, citata dal 39% come ostacolo primario.
Il C-Suite Barometer 2026 (focus Italia) rivela che l'80% delle grandi aziende italiane ha già riorganizzato i propri team per integrare l'AI — dato superiore al 74% internazionale e in crescita di 18 punti percentuali in un anno. L'AI agentica sta già impattando ruoli di junior management come project manager e assistenti operativi, grazie alla capacità di pianificare e gestire workflow complessi in autonomia.
Il 5 febbraio 2026, il convegno dell'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano ha presentato i risultati della ricerca 2025 sul mercato AI italiano. L'Agentic AI emerge come la tecnologia più discussa nell'anno appena trascorso, con sessioni dedicate alla differenza tra AI generativa e agenti autonomi. Rimane però un divario netto tra grandi imprese — già in trasformazione organizzativa profonda — e PMI, ancora in fase esplorativa senza una vera strategia. L'impatto sul lavoro è il tema più sensibile: le figure white-collar risultano le più esposte.