Il 19 e 20 maggio, la Fiera di Milano Rho ospita la settima edizione di AI Week, con 700 speaker da 78 Paesi, 250 espositori e 25.000 presenze attese. L'evento si concentra sull'AI applicata al business, con focus su PMI italiane che ancora faticano a strutturare una strategia di adozione. Tra i temi principali: governance AI, automazione cognitiva, forza lavoro del futuro e integrazione con i processi aziendali.
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Il mercato AI in Italia ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025 (+50%), ma l'adozione resta disomogenea: il 71% delle grandi imprese ha avviato progetti, solo il 21% con numerose iniziative operative; nelle PMI i progetti attivi sono ancora all'8%. Il fenomeno 'Shadow AI' — l'uso non governato di strumenti AI da parte dei dipendenti — riguarda già il 47% dei lavoratori italiani. L'articolo offre una roadmap pratica che parte dall'analisi dei processi e arriva alla governance, passando per casi d'uso misurabili e KPI chiari.
Il mercato italiano dell'AI supera 1,8 miliardi di euro, ma le aziende che investono in licenze senza riqualificare le persone rischiano di 'installare un motore di Formula 1 su un telaio di legno'. Upskilling (potenziamento verticale) e reskilling (riconversione totale) emergono come le due leve decisive per trasformare l'adozione AI da costo a vantaggio competitivo. Il paradosso: più si investe in tecnologia senza formare le persone, più le operation restano paralizzate da paradigmi decisionali obsoleti.
L'intelligenza artificiale funziona meglio come 'specchio attivo' che interroga e riflette il nostro ragionamento, non come sostituto del pensiero. Partendo dalla tradizione di Montessori e Dewey, l'articolo sostiene che il vero rischio non è l'AI che pensa al posto nostro, ma la delega progressiva di 'pezzi di pensiero' che erode la nostra capacità critica nel tempo. La sfida pedagogica è progettare pratiche che riattivino la conoscenza incarnata e relazionale invece di aggirarla.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte, basato su oltre 3.000 business leader in 24 paesi, rivela che l'82% delle aziende italiane prevede di aumentare gli investimenti in AI e il 92% si aspetta un aumento di produttività. Le principali barriere restano la carenza di talenti (39%), la difficoltà a identificare casi d'uso (27%) e le preoccupazioni su governance e compliance. Solo il 3% delle imprese italiane dispone di tecnologie AI proprietarie.
Una ricerca pubblicata a inizio maggio evidenzia il paradosso del sistema scolastico italiano: quattro studenti su cinque usano già strumenti di intelligenza artificiale, ma solo il 44% ha un accesso formale in aula e due terzi degli insegnanti non hanno ricevuto formazione specifica sull'AI. Il Ministero ha avviato un piano PNRR da 100 milioni di euro per la formazione territoriale, con un bando operativo chiuso il 17 aprile 2026.
Il 19 e 20 maggio 2026 a Fiera Rho Milano si terrà la settima edizione di AI Week, l'evento europeo di riferimento sull'intelligenza artificiale per business con oltre 25.000 partecipanti attesi, 700 speaker internazionali e 250 espositori. Il programma si articola su 10 palchi con 5 summit tematici: Startup, Marketing, Cybersecurity, Healthcare e Sport. Il summit Marketing sarà dedicato a tool, demo live e casi reali per professionisti della comunicazione.
Il 6 maggio 2026 a Cesena si è tenuto il confronto nazionale di Confartigianato sul tema 'Orchestrare l'AI per la crescita delle imprese: quando il saper fare incontra l'intelligenza artificiale'. L'evento ha riunito artigiani e piccoli imprenditori per discutere come integrare l'AI nei processi produttivi senza snaturare il know-how artigianale. Secondo i dati dell'Osservatorio AI del Politecnico di Milano, solo l'11% delle PMI italiane ha già implementato l'AI in modo strutturato.
Una ricerca di Info Data del Sole 24 Ore rivela che solo il 19,9% degli italiani tra 16 e 74 anni utilizza l'intelligenza artificiale generativa, a fronte di una media europea del 32,7%. Il divario riflette ritardi strutturali nell'adozione nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei servizi pubblici. L'Italia si conferma tra i Paesi europei con il tasso di adozione AI più basso, nonostante la crescita del mercato.
Il rapporto 'L'IA nel mercato del lavoro italiano', presentato il 21 aprile a Roma da ANITEC-Assinform con il Politecnico di Milano, documenta una crescita del 246% nelle offerte di lavoro legate all'AI nelle principali città italiane, con Milano e Roma in testa. Il 71% delle grandi imprese ha già avviato progetti AI, contro solo l'8% delle PMI. Il divario tra grandi e piccole aziende si sta ampliando rapidamente, con rischi concreti di polarizzazione del mercato del lavoro.
Un rapporto presentato a Roma il 21 aprile mostra che l'IA potrebbe liberare 5,7 miliardi di ore lavorative annuali in Italia a pieno regime. Il paradosso: nelle professioni più esposte all'IA, l'assunzione di profili entry-level sta rallentando sensibilmente, mentre le grandi imprese hanno rallentato i processi decisionali.
Nelle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, l'intelligenza artificiale diventa parte integrante del percorso di studio, sia come oggetto di insegnamento che come strumento per l'apprendimento della matematica e della geostoria. Una rivoluzione del curriculum che anticipa l'evoluzione del mercato del lavoro.
Il Ministero dell'Istruzione ha avviato un piano nazionale da 100 milioni di euro per la formazione sull'intelligenza artificiale nelle scuole italiane. L'iniziativa mira a sviluppare competenze AI tra studenti e docenti, posizionando l'Italia come leader europeo nella preparazione delle generazioni future.
Secondo Mirta Michilli della Fondazione Mondo Digitale, la sfida educativa dell'AI va oltre l'uso degli strumenti: occorre sviluppare discernimento digitale. La scuola deve insegnare a orientarsi in ecosistemi complessi, governare i rischi e costruire consapevolezza; senza questo, l'accessibilità tecnologica diventa nuova fragilità.
L'Ordine degli Avvocati della California propone di integrare un modulo obbligatorio sull'AI nei 6 crediti di formazione pratica per i 25 law school dello Stato. L'iniziativa, se approvata, renderebbe la California apripista nel panorama formativo giuridico statunitense e preverrebbe violazioni deontologiche derivanti da usi impropri di strumenti generativi.
Il 6 e 7 marzo 2026, il Centro Congressi Hotel Cristoforo Colombo di Roma ospita IntelligentIA, il primo evento su larga scala interamente dedicato all'AI in Italia. Oltre 30 speaker tra ricercatori, manager e istituzioni — dalla Sapienza a Microsoft EMEA, da AGCOM a IBM Italy — affronteranno i temi di governance, trasformazione del lavoro, AI agentica e applicazioni pratiche. Le sessioni spaziano dalla costruzione di LLM alla responsabilità decisionale dell'AI, dai Copilot e agenti AI di Microsoft alla verità statistica nell'era dell'intelligenza artificiale.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte, condotto su oltre 3.000 manager in 24 paesi, fotografa la situazione delle imprese italiane: l'82% prevede di aumentare gli investimenti in AI nel prossimo anno e il 92% si aspetta un aumento di produttività. Il 62% usa già strumenti di AI generativa e il 31% dichiara un'integrazione 'molto alta' nelle decisioni strategiche. Tuttavia, il 39% indica la carenza di talenti e competenze come principale barriera all'adozione, seguita dall'identificazione dei casi d'uso (27%) e dalle preoccupazioni di governance e compliance (27%). L'adozione dell'AI agentica è attesa salire dall'attuale 70% a quasi il 91% entro due anni.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il documento fondativo 'Verso l'Osservatorio sull'adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro', raccogliendo contributi di istituzioni, parti sociali e università per avviare il monitoraggio dell'impatto dell'AI sull'occupazione italiana. L'Osservatorio — istituito con decreto ministeriale dalla ministra Marina Calderone in attuazione della legge italiana sull'AI — è strutturato con un Comitato di indirizzo, una Commissione Etica presieduta da Paolo Benanti, una Consulta delle parti sociali e 4 comitati tecnico-scientifici. Analizzerà impatti su produttività, condizioni lavorative, salute e sicurezza e mobilità professionale.
Secondo il report 'Competenze in Crescita 2026' di LinkedIn News, l'intelligenza artificiale si è imposta come la competenza più ricercata in quattro delle cinque principali funzioni aziendali analizzate in Italia: vendite, formazione, sviluppo business e IT. Il ruolo di AI Engineer guida la classifica dei 'Jobs on the Rise', con competenze chiave in Large Language Models, Computer Vision e NLP, e opportunità concentrate a Milano, Roma e Torino. Il report segnala anche la crescita di domanda per competenze di leadership data-driven e comunicazione con stakeholder, a conferma che l'AI non sostituisce il giudizio umano ma lo amplifica.
L'articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) rende l'AI Literacy un requisito normativo: non solo chi sviluppa sistemi AI, ma anche chi usa strumenti come ChatGPT o Claude per attività professionali è soggetto all'obbligo di formazione. Un nuovo paper del Cefriel chiarisce scadenze e competenze richieste: l'obbligo di garantire AI Literacy è già in vigore dal 2 febbraio 2025, le relative sanzioni dal 2 agosto 2025. Le organizzazioni devono dimostrare tracciabilità delle attività formative svolte.
L'articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689 introduce l'obbligo di AI Literacy per tutte le organizzazioni che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale. Il centro di innovazione Cefriel ha pubblicato un instant paper che chiarisce scadenze e tipologie di intervento formativo richieste: da percorsi di AI Awareness per manager e funzioni di business, fino a coaching e formazione tecnica specialistica. Con il 2 agosto 2026 come data cruciale per la piena applicazione dell'AI Act, le aziende devono dimostrare di aver adottato misure documentate e tracciabili.
In un'analisi dedicata al mercato italiano, Google Cloud delinea la transizione dell'AI agentica dall'hype alla concretezza: il valore non è più promesso ma misurabile. Esempi citati: Credem ha lanciato un piano di oltre 30.000 ore di formazione AI per i propri dipendenti; nel pubblico, la Regione Umbria sperimenta agenti per la gestione di pratiche e ticket interni. Google Cloud identifica il fashion, retail e industrie creative come i settori dove l'AI agentica creerà le esperienze iper-personalizzate più impattanti.
Il 19 febbraio il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso pubblico il documento 'Verso l'Osservatorio sull'adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro', una raccolta di contributi multistakeholder che segna l'avvio operativo del nuovo organismo istituzionale. L'Osservatorio — presieduto dal Ministro e composto da un Comitato di indirizzo, una Commissione Etica (guidata da Paolo Benanti), una Consulta delle parti sociali e 4 Comitati tecnico-scientifici — avrà il compito di monitorare gli impatti dell'IA su produttività, occupazione e condizioni di lavoro e di definire la strategia nazionale.
SAP Italia ha lanciato un tour nazionale in collaborazione con quattro partner (Derga Consulting, Altea Up, Avvale e Horsa Run) e IDC per avvicinare 300 aziende del mercato medio italiano all'adozione concreta della Business AI. Gli incontri, distribuiti tra Milano, Padova, Bologna, Firenze e Napoli, presentano i dati IDC sull'evoluzione dell'AI in contesto aziendale: il 62% dei C-level italiani indica l'implementazione dell'AI come principale priorità tecnologica per i prossimi 12 mesi. SAP pone l'accento sull'AI integrata nei processi ERP come leva di produttività reale, non sperimentazione.
Una ricerca di Trend Micro pubblicata a metà febbraio certifica che i cybercriminali hanno superato la fase sperimentale con l'AI: le tecniche basate su frodi deepfake, malware generato dall'AI e phishing iperpersonalizzato sono ora standardizzate, economiche e affidabili. Il report descrive un vero e proprio 'mercato professionale' dell'AI crime, con specializzazione dei ruoli, riduzione dei costi operativi e qualità degli attacchi in costante miglioramento. L'Italia, tra i paesi europei più colpiti da attacchi ransomware, è nel mirino.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte fotografa un'Italia che corre più veloce della media europea sull'AI: il 62% delle aziende usa già AI generativa, il 70% sta implementando AI agentica (prevista al 91% entro due anni) e il 92% dei manager attende un aumento di produttività. Solo il 3% ha tecnologie proprietarie: la maggioranza si affida a vendor esterni. La barriera principale rimane la carenza di skill, citata dal 39% come ostacolo primario.
L'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano certifica che nel 2025 il mercato italiano dell'AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, con una crescita del +50% rispetto al 2024. Il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto AI (vs 59% nel 2024) e la domanda di lavoro con skill AI è cresciuta del 93%. Tuttavia, solo 1 grande impresa su 5 ha una vera pervasività dell'AI in più funzioni aziendali, e tra le PMI l'adozione rimane ferma all'8%.
Con l'Avviso 4/2025, Fondimpresa mette a disposizione 5 milioni di euro per finanziare la formazione sull'intelligenza artificiale nelle aziende aderenti. I piani formativi ammissibili vanno da 40.000 a 150.000 euro e devono essere collegati a progetti concreti di adozione AI in azienda. Le domande si apriranno il 25 febbraio 2026: le imprese hanno poche settimane per strutturare la proposta.
Il C-Suite Barometer 2026 (focus Italia) rivela che l'80% delle grandi aziende italiane ha già riorganizzato i propri team per integrare l'AI — dato superiore al 74% internazionale e in crescita di 18 punti percentuali in un anno. L'AI agentica sta già impattando ruoli di junior management come project manager e assistenti operativi, grazie alla capacità di pianificare e gestire workflow complessi in autonomia.
SAP Italia ha avviato in questa prima settimana di febbraio un roadshow nazionale — Milano, Padova, Bologna, Firenze, Napoli — coinvolgendo 300 imprese del mid-market per accelerare l'adozione della Business AI, con 4 partner e 9 appuntamenti. Secondo un sondaggio IDC del settembre 2025, il 62% dei C-level italiani considera l'AI la propria priorità tecnologica principale per i prossimi 12 mesi. Le sfide principali restano le infrastrutture legacy, la standardizzazione dei dati e la resistenza culturale al cambiamento.
Una ricerca della London School of Economics condotta con Protiviti su oltre 3.000 manager in 30 paesi — con il 14% del campione proveniente dall'Italia — quantifica il ROI della formazione sull'intelligenza artificiale. Senza training, l'AI genera già oggi un +14% di produttività e 7,5 ore risparmiate a settimana; con una formazione strutturata, il vantaggio raddoppia: +28% di produttività e 11 ore recuperate, per un risparmio aziendale fino a 18.000 dollari per dipendente l'anno. Un'anomalia italiana: le imprese formano più i senior che i giovani, in controtendenza rispetto al resto del mondo.
L'AI Act europeo impone alle aziende che sviluppano o utilizzano sistemi di IA — inclusi deployer di ChatGPT, Microsoft Copilot e strumenti analoghi — di garantire che i propri dipendenti abbiano un livello sufficiente di alfabetizzazione sull'AI. I divieti per le pratiche ad alto rischio e gli obblighi di AI literacy sono in vigore dal 2 febbraio 2025, ma molte aziende italiane sono ancora indietro: esperti di Cefriel chiariscono che serve un approccio multilivello — tecnico, culturale, organizzativo ed etico — e che la carenza di talenti è il primo ostacolo per il 39% delle imprese.
La Federazione Italiana Settimanali Cattolici, in collaborazione con la Pontificia Università della Santa Croce, ha lanciato il 26 gennaio il corso online gratuito «Intelligenza Artificiale per Comunicatori e Giornalisti: Visione d'Insieme». Il MOOC — articolato in quattro moduli che vanno dal funzionamento tecnico alle implicazioni etiche — ha registrato 250 iscritti da tutta Italia già al lancio. L'iniziativa risponde all'appello di Papa Leone XIV nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026, in cui il Pontefice invita alla formazione sull'AI sottolineando che la vera sfida è antropologica prima che tecnologica.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte, condotto su oltre 3.000 dirigenti di 24 Paesi e presentato in occasione di Davos, rivela che l'Italia è tra i Paesi più ottimisti sull'AI: l'82% delle aziende italiane prevede di aumentare gli investimenti quest'anno, il 92% si aspetta un aumento di produttività e il 31% afferma che l'AI è già integrata ad alto livello nelle decisioni strategiche. Il principale ostacolo rimane la carenza di talenti (39%).