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Il 19 febbraio il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso pubblico il documento 'Verso l'Osservatorio sull'adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro', una raccolta di contributi multistakeholder che segna l'avvio operativo del nuovo organismo istituzionale. L'Osservatorio — presieduto dal Ministro e composto da un Comitato di indirizzo, una Commissione Etica (guidata da Paolo Benanti), una Consulta delle parti sociali e 4 Comitati tecnico-scientifici — avrà il compito di monitorare gli impatti dell'IA su produttività, occupazione e condizioni di lavoro e di definire la strategia nazionale.

SAP Italia ha lanciato un tour nazionale in collaborazione con quattro partner (Derga Consulting, Altea Up, Avvale e Horsa Run) e IDC per avvicinare 300 aziende del mercato medio italiano all'adozione concreta della Business AI. Gli incontri, distribuiti tra Milano, Padova, Bologna, Firenze e Napoli, presentano i dati IDC sull'evoluzione dell'AI in contesto aziendale: il 62% dei C-level italiani indica l'implementazione dell'AI come principale priorità tecnologica per i prossimi 12 mesi. SAP pone l'accento sull'AI integrata nei processi ERP come leva di produttività reale, non sperimentazione.

Una ricerca di Trend Micro pubblicata a metà febbraio certifica che i cybercriminali hanno superato la fase sperimentale con l'AI: le tecniche basate su frodi deepfake, malware generato dall'AI e phishing iperpersonalizzato sono ora standardizzate, economiche e affidabili. Il report descrive un vero e proprio 'mercato professionale' dell'AI crime, con specializzazione dei ruoli, riduzione dei costi operativi e qualità degli attacchi in costante miglioramento. L'Italia, tra i paesi europei più colpiti da attacchi ransomware, è nel mirino.

Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte fotografa un'Italia che corre più veloce della media europea sull'AI: il 62% delle aziende usa già AI generativa, il 70% sta implementando AI agentica (prevista al 91% entro due anni) e il 92% dei manager attende un aumento di produttività. Solo il 3% ha tecnologie proprietarie: la maggioranza si affida a vendor esterni. La barriera principale rimane la carenza di skill, citata dal 39% come ostacolo primario.

L'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano certifica che nel 2025 il mercato italiano dell'AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, con una crescita del +50% rispetto al 2024. Il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto AI (vs 59% nel 2024) e la domanda di lavoro con skill AI è cresciuta del 93%. Tuttavia, solo 1 grande impresa su 5 ha una vera pervasività dell'AI in più funzioni aziendali, e tra le PMI l'adozione rimane ferma all'8%.

Con l'Avviso 4/2025, Fondimpresa mette a disposizione 5 milioni di euro per finanziare la formazione sull'intelligenza artificiale nelle aziende aderenti. I piani formativi ammissibili vanno da 40.000 a 150.000 euro e devono essere collegati a progetti concreti di adozione AI in azienda. Le domande si apriranno il 25 febbraio 2026: le imprese hanno poche settimane per strutturare la proposta.

Il C-Suite Barometer 2026 (focus Italia) rivela che l'80% delle grandi aziende italiane ha già riorganizzato i propri team per integrare l'AI — dato superiore al 74% internazionale e in crescita di 18 punti percentuali in un anno. L'AI agentica sta già impattando ruoli di junior management come project manager e assistenti operativi, grazie alla capacità di pianificare e gestire workflow complessi in autonomia.

SAP Italia ha avviato in questa prima settimana di febbraio un roadshow nazionale — Milano, Padova, Bologna, Firenze, Napoli — coinvolgendo 300 imprese del mid-market per accelerare l'adozione della Business AI, con 4 partner e 9 appuntamenti. Secondo un sondaggio IDC del settembre 2025, il 62% dei C-level italiani considera l'AI la propria priorità tecnologica principale per i prossimi 12 mesi. Le sfide principali restano le infrastrutture legacy, la standardizzazione dei dati e la resistenza culturale al cambiamento.

Una ricerca della London School of Economics condotta con Protiviti su oltre 3.000 manager in 30 paesi — con il 14% del campione proveniente dall'Italia — quantifica il ROI della formazione sull'intelligenza artificiale. Senza training, l'AI genera già oggi un +14% di produttività e 7,5 ore risparmiate a settimana; con una formazione strutturata, il vantaggio raddoppia: +28% di produttività e 11 ore recuperate, per un risparmio aziendale fino a 18.000 dollari per dipendente l'anno. Un'anomalia italiana: le imprese formano più i senior che i giovani, in controtendenza rispetto al resto del mondo.

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