Salesforce ha annunciato un piano di investimento da 1 miliardo di dollari in cinque anni in Italia per accelerare l'adozione di AI agentica attraverso la piattaforma Agentforce, con apertura di una nuova sede a Palazzo Missori a Milano e l'avvio di un'Enterprise Architecture Academy. Tra i clienti italiani già attivi sulla piattaforma figurano Ferrari, Enel, UniCredit, Telepass, Trenitalia e INPS. Il piano include l'espansione significativa dell'organico locale e programmi di formazione per partner e system integrator.
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La pubblicazione della norma UNI 11621-8:2026, elaborata da UNINFO con il coordinamento del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, introduce una classificazione nazionale delle professioni AI collegando competenze, percorsi formativi e schemi di certificazione. Il documento offre la grammatica condivisa che mancava tra mercato del lavoro, formazione e certificazione delle persone, in un momento in cui la competizione internazionale si gioca sempre più sul terreno delle competenze AI.
Uno studio FPA presentato al Forum PA 2026 rivela che il 66% dei dipendenti pubblici italiani usa strumenti AI quotidianamente o settimanalmente per sintesi documenti, redazione testi e ricerca web. Il dato critico: il 59% lo fa senza alcuna governance formale, linee guida o formazione — in modo autonomo e non coordinato. Lo studio chiede un modello strutturato che combini regole chiare, strumenti certificati e programmi di mentoring intergenerazionale per colmare il gap tra adozione spontanea e uso consapevole.
Un'analisi di Avvenire esplora come le organizzazioni non profit italiane stiano affrontando l'AI senza una governance strutturata, con il rischio di adottare inconsapevolmente logiche estrattive — profilazione, polarizzazione, massimizzazione del coinvolgimento — invece di quelle generative. Mattia Dell'Era di Filopea e Dynamo Camp propone il concetto di 'sussidiarietà algoritmica': delegare alla macchina la gestione dell'informazione per liberare tempo umano da restituire alla relazione. La sfida è politica prima che tecnica: chi governa l'algoritmo, con quale fine.
Il filosofo e psicanalista Miguel Benasayag ha tenuto la lectio magistralis 'IA e vita artificiale, l'alterità impossibile' al Festival Filosofi lungo l'Oglio, sostenendo che il rapporto con le macchine non produce vera alterità ma una relazione univoca e calcolante che ci trasforma. Le ricerche mostrano che non siamo noi a formattare la macchina ai nostri bisogni, ma siamo noi a essere progressivamente 'macchinicizzati', perdendo i livelli di complessità e ambiguità propri della soggettività umana. La macchina, a differenza dell'umano, non può ascoltare: riceve informazioni e codifica risposte.
Quarantacinque docenti e ricercatori di università italiane hanno presentato alla Camera dei deputati una lettera aperta che chiede di riportare il dibattito pubblico sull'AI su basi realistiche, sostenendo che i sistemi generativi non 'capiscono' ma producono 'previsioni statistiche'. L'iniziativa, che si inserisce nel dibattito post-approvazione dei decreti attuativi italiani sull'AI Act, chiede investimenti in educazione diffusa sui limiti effettivi dell'AI. La lettera segnala una crescente pressione accademica e istituzionale verso un uso consapevole e una comunicazione trasparente.
Al Convegno Internazionale di Architettura Tecnica (CONTART) di Alicante, esperti del settore hanno tracciato i confini tra automazione e giudizio umano in architettura. L'AI automatizza varianti iniziali, documentazione tecnica e rendering preliminari — con l'architettura generativa che produce già il 3% in più di unità abitative in progetti già ottimizzati. Ma il valore rimane nella capacità di interpretare il contesto, comprendere il cliente e saper dire «no» al risultato dell'algoritmo.
Il Rapporto annuale ISTAT 2026 fotografa un paese che cresce nell'occupazione (+0,8%, tasso al 62,5%) ma rimane strutturalmente indietro sulle competenze digitali: appena uno su cinque italiani utilizza strumenti di intelligenza artificiale, contro quasi uno su tre nella media europea. Il divario è acuito dalla taglia aziendale: le grandi imprese hanno adottato l'AI nel 71% dei casi, contro il 15% delle medie e il 7% delle piccole.
Sundar Pichai, CEO di Google, ha riconosciuto che le preoccupazioni dei neolaureati americani — che fischiano i dirigenti tech nelle cerimonie di laurea — sono comprensibili: chi si laurea oggi contribuirà allo sviluppo dell'AI ma ne affronterà le conseguenze occupazionali dirette. Il paradosso è evidente: le stesse aziende che vendono AI come strumento di produttività stanno congelando assunzioni junior nei ruoli più colpiti dall'automazione cognitiva, come sviluppatori entry-level e funzioni documentali. Un sondaggio Pew Research indica che circa metà dei cittadini americani è più preoccupata che entusiasta davanti alla diffusione dell'AI.
La settima edizione di AI WEEK si è tenuta il 19-20 maggio a Fiera Milano Rho, riunendo 25.000 partecipanti da 78 paesi e oltre 700 speaker internazionali, confermando Milano come capitale europea dell'AI. Il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha mostrato come la digitalizzazione AI abbia ridotto i tempi dei concorsi pubblici da quasi due anni a circa quattro mesi. Tra le novità, il Maxi Stage dedicato ai pionieri dell'AI e il 'Prompt Battle', sfida live tra creativi ed esperti.
Google Research ha presentato AI Quests, videogiochi educativi sviluppati con lo Stanford Accelerator for Learning, destinati a studenti tra gli 11 e i 14 anni: invece di usare semplicemente i chatbot, i ragazzi raccolgono dati, addestrano modelli e testano risultati in quest ispirati a problemi reali come le previsioni di alluvioni e la diagnosi della retinopatia diabetica. Il sistema è progettato per mostrare anche cosa succede quando si usano dataset incompleti o si prendono decisioni sbagliate. In Italia il programma sarà integrato in Experience AI con la Fondazione Mondo Digitale, disponibile gratuitamente anche per famiglie.
I risultati della partnership Confartigianato-OpenAI mostrano che il 79% delle PMI italiane usa già strumenti AI in ambito professionale, con un risparmio medio di 5,2 ore a settimana per chi li adopera — oltre 270 ore all'anno. Lo SME AI Accelerator, programma gratuito di formazione pratica presentato il 15 maggio a Milano, punta a portare l'adozione dai lavoratori autonomi (68%) ai livelli delle medie imprese (91%).
Il report Human Capital Trends 2026 di Deloitte Italy segnala che le aziende che stanno vincendo con l'AI non sono quelle con la tecnologia più avanzata, ma quelle che hanno investito di più sulle persone: formazione, cultura del dato e change management. Il report identifica il "capability gap" come la vera barriera all'adozione efficace dell'intelligenza artificiale nelle grandi aziende italiane.
L'analisi di Top Employers Institute sulle aziende certificate in Italia rileva un'adozione crescente di AI agentica nei processi HR e operativi. Le organizzazioni leader stanno spostando l'AI da strumento di supporto a componente strutturale del lavoro, con agenti che gestiscono autonomamente parti di processi di recruiting, onboarding e formazione continua, cambiando i profili richiesti ai professionisti.
Da Stanford all'Arizona, le cerimonie di laurea 2026 si trasformano in momenti di contestazione contro l'AI: quando dirigenti d'azienda la citano come «prossima rivoluzione industriale», i neolaureati rispondono con fischi. Un sondaggio Gallup segnala che tra i giovani Gen Z l'entusiasmo per l'AI è calato del 14% nell'ultimo anno mentre la rabbia è salita del 9%, alimentata dalla paura di trovare il mercato del lavoro già occupato dai modelli generativi e di perdere i ruoli di ingresso.
Il 19 e 20 maggio, la Fiera di Milano Rho ospita la settima edizione di AI Week, con 700 speaker da 78 Paesi, 250 espositori e 25.000 presenze attese. L'evento si concentra sull'AI applicata al business, con focus su PMI italiane che ancora faticano a strutturare una strategia di adozione. Tra i temi principali: governance AI, automazione cognitiva, forza lavoro del futuro e integrazione con i processi aziendali.
Il mercato AI in Italia ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025 (+50%), ma l'adozione resta disomogenea: il 71% delle grandi imprese ha avviato progetti, solo il 21% con numerose iniziative operative; nelle PMI i progetti attivi sono ancora all'8%. Il fenomeno 'Shadow AI' — l'uso non governato di strumenti AI da parte dei dipendenti — riguarda già il 47% dei lavoratori italiani. L'articolo offre una roadmap pratica che parte dall'analisi dei processi e arriva alla governance, passando per casi d'uso misurabili e KPI chiari.
Il mercato italiano dell'AI supera 1,8 miliardi di euro, ma le aziende che investono in licenze senza riqualificare le persone rischiano di 'installare un motore di Formula 1 su un telaio di legno'. Upskilling (potenziamento verticale) e reskilling (riconversione totale) emergono come le due leve decisive per trasformare l'adozione AI da costo a vantaggio competitivo. Il paradosso: più si investe in tecnologia senza formare le persone, più le operation restano paralizzate da paradigmi decisionali obsoleti.
L'intelligenza artificiale funziona meglio come 'specchio attivo' che interroga e riflette il nostro ragionamento, non come sostituto del pensiero. Partendo dalla tradizione di Montessori e Dewey, l'articolo sostiene che il vero rischio non è l'AI che pensa al posto nostro, ma la delega progressiva di 'pezzi di pensiero' che erode la nostra capacità critica nel tempo. La sfida pedagogica è progettare pratiche che riattivino la conoscenza incarnata e relazionale invece di aggirarla.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte, basato su oltre 3.000 business leader in 24 paesi, rivela che l'82% delle aziende italiane prevede di aumentare gli investimenti in AI e il 92% si aspetta un aumento di produttività. Le principali barriere restano la carenza di talenti (39%), la difficoltà a identificare casi d'uso (27%) e le preoccupazioni su governance e compliance. Solo il 3% delle imprese italiane dispone di tecnologie AI proprietarie.
Una ricerca pubblicata a inizio maggio evidenzia il paradosso del sistema scolastico italiano: quattro studenti su cinque usano già strumenti di intelligenza artificiale, ma solo il 44% ha un accesso formale in aula e due terzi degli insegnanti non hanno ricevuto formazione specifica sull'AI. Il Ministero ha avviato un piano PNRR da 100 milioni di euro per la formazione territoriale, con un bando operativo chiuso il 17 aprile 2026.
Il 19 e 20 maggio 2026 a Fiera Rho Milano si terrà la settima edizione di AI Week, l'evento europeo di riferimento sull'intelligenza artificiale per business con oltre 25.000 partecipanti attesi, 700 speaker internazionali e 250 espositori. Il programma si articola su 10 palchi con 5 summit tematici: Startup, Marketing, Cybersecurity, Healthcare e Sport. Il summit Marketing sarà dedicato a tool, demo live e casi reali per professionisti della comunicazione.
Il 6 maggio 2026 a Cesena si è tenuto il confronto nazionale di Confartigianato sul tema 'Orchestrare l'AI per la crescita delle imprese: quando il saper fare incontra l'intelligenza artificiale'. L'evento ha riunito artigiani e piccoli imprenditori per discutere come integrare l'AI nei processi produttivi senza snaturare il know-how artigianale. Secondo i dati dell'Osservatorio AI del Politecnico di Milano, solo l'11% delle PMI italiane ha già implementato l'AI in modo strutturato.
Una ricerca di Info Data del Sole 24 Ore rivela che solo il 19,9% degli italiani tra 16 e 74 anni utilizza l'intelligenza artificiale generativa, a fronte di una media europea del 32,7%. Il divario riflette ritardi strutturali nell'adozione nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei servizi pubblici. L'Italia si conferma tra i Paesi europei con il tasso di adozione AI più basso, nonostante la crescita del mercato.
Il rapporto 'L'IA nel mercato del lavoro italiano', presentato il 21 aprile a Roma da ANITEC-Assinform con il Politecnico di Milano, documenta una crescita del 246% nelle offerte di lavoro legate all'AI nelle principali città italiane, con Milano e Roma in testa. Il 71% delle grandi imprese ha già avviato progetti AI, contro solo l'8% delle PMI. Il divario tra grandi e piccole aziende si sta ampliando rapidamente, con rischi concreti di polarizzazione del mercato del lavoro.
Un rapporto presentato a Roma il 21 aprile mostra che l'IA potrebbe liberare 5,7 miliardi di ore lavorative annuali in Italia a pieno regime. Il paradosso: nelle professioni più esposte all'IA, l'assunzione di profili entry-level sta rallentando sensibilmente, mentre le grandi imprese hanno rallentato i processi decisionali.
Nelle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, l'intelligenza artificiale diventa parte integrante del percorso di studio, sia come oggetto di insegnamento che come strumento per l'apprendimento della matematica e della geostoria. Una rivoluzione del curriculum che anticipa l'evoluzione del mercato del lavoro.
Il Ministero dell'Istruzione ha avviato un piano nazionale da 100 milioni di euro per la formazione sull'intelligenza artificiale nelle scuole italiane. L'iniziativa mira a sviluppare competenze AI tra studenti e docenti, posizionando l'Italia come leader europeo nella preparazione delle generazioni future.
Secondo Mirta Michilli della Fondazione Mondo Digitale, la sfida educativa dell'AI va oltre l'uso degli strumenti: occorre sviluppare discernimento digitale. La scuola deve insegnare a orientarsi in ecosistemi complessi, governare i rischi e costruire consapevolezza; senza questo, l'accessibilità tecnologica diventa nuova fragilità.
L'Ordine degli Avvocati della California propone di integrare un modulo obbligatorio sull'AI nei 6 crediti di formazione pratica per i 25 law school dello Stato. L'iniziativa, se approvata, renderebbe la California apripista nel panorama formativo giuridico statunitense e preverrebbe violazioni deontologiche derivanti da usi impropri di strumenti generativi.
Il 6 e 7 marzo 2026, il Centro Congressi Hotel Cristoforo Colombo di Roma ospita IntelligentIA, il primo evento su larga scala interamente dedicato all'AI in Italia. Oltre 30 speaker tra ricercatori, manager e istituzioni — dalla Sapienza a Microsoft EMEA, da AGCOM a IBM Italy — affronteranno i temi di governance, trasformazione del lavoro, AI agentica e applicazioni pratiche. Le sessioni spaziano dalla costruzione di LLM alla responsabilità decisionale dell'AI, dai Copilot e agenti AI di Microsoft alla verità statistica nell'era dell'intelligenza artificiale.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte, condotto su oltre 3.000 manager in 24 paesi, fotografa la situazione delle imprese italiane: l'82% prevede di aumentare gli investimenti in AI nel prossimo anno e il 92% si aspetta un aumento di produttività. Il 62% usa già strumenti di AI generativa e il 31% dichiara un'integrazione 'molto alta' nelle decisioni strategiche. Tuttavia, il 39% indica la carenza di talenti e competenze come principale barriera all'adozione, seguita dall'identificazione dei casi d'uso (27%) e dalle preoccupazioni di governance e compliance (27%). L'adozione dell'AI agentica è attesa salire dall'attuale 70% a quasi il 91% entro due anni.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il documento fondativo 'Verso l'Osservatorio sull'adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro', raccogliendo contributi di istituzioni, parti sociali e università per avviare il monitoraggio dell'impatto dell'AI sull'occupazione italiana. L'Osservatorio — istituito con decreto ministeriale dalla ministra Marina Calderone in attuazione della legge italiana sull'AI — è strutturato con un Comitato di indirizzo, una Commissione Etica presieduta da Paolo Benanti, una Consulta delle parti sociali e 4 comitati tecnico-scientifici. Analizzerà impatti su produttività, condizioni lavorative, salute e sicurezza e mobilità professionale.
Secondo il report 'Competenze in Crescita 2026' di LinkedIn News, l'intelligenza artificiale si è imposta come la competenza più ricercata in quattro delle cinque principali funzioni aziendali analizzate in Italia: vendite, formazione, sviluppo business e IT. Il ruolo di AI Engineer guida la classifica dei 'Jobs on the Rise', con competenze chiave in Large Language Models, Computer Vision e NLP, e opportunità concentrate a Milano, Roma e Torino. Il report segnala anche la crescita di domanda per competenze di leadership data-driven e comunicazione con stakeholder, a conferma che l'AI non sostituisce il giudizio umano ma lo amplifica.
L'articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) rende l'AI Literacy un requisito normativo: non solo chi sviluppa sistemi AI, ma anche chi usa strumenti come ChatGPT o Claude per attività professionali è soggetto all'obbligo di formazione. Un nuovo paper del Cefriel chiarisce scadenze e competenze richieste: l'obbligo di garantire AI Literacy è già in vigore dal 2 febbraio 2025, le relative sanzioni dal 2 agosto 2025. Le organizzazioni devono dimostrare tracciabilità delle attività formative svolte.
L'articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689 introduce l'obbligo di AI Literacy per tutte le organizzazioni che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale. Il centro di innovazione Cefriel ha pubblicato un instant paper che chiarisce scadenze e tipologie di intervento formativo richieste: da percorsi di AI Awareness per manager e funzioni di business, fino a coaching e formazione tecnica specialistica. Con il 2 agosto 2026 come data cruciale per la piena applicazione dell'AI Act, le aziende devono dimostrare di aver adottato misure documentate e tracciabili.
In un'analisi dedicata al mercato italiano, Google Cloud delinea la transizione dell'AI agentica dall'hype alla concretezza: il valore non è più promesso ma misurabile. Esempi citati: Credem ha lanciato un piano di oltre 30.000 ore di formazione AI per i propri dipendenti; nel pubblico, la Regione Umbria sperimenta agenti per la gestione di pratiche e ticket interni. Google Cloud identifica il fashion, retail e industrie creative come i settori dove l'AI agentica creerà le esperienze iper-personalizzate più impattanti.
Il 19 febbraio il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso pubblico il documento 'Verso l'Osservatorio sull'adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro', una raccolta di contributi multistakeholder che segna l'avvio operativo del nuovo organismo istituzionale. L'Osservatorio — presieduto dal Ministro e composto da un Comitato di indirizzo, una Commissione Etica (guidata da Paolo Benanti), una Consulta delle parti sociali e 4 Comitati tecnico-scientifici — avrà il compito di monitorare gli impatti dell'IA su produttività, occupazione e condizioni di lavoro e di definire la strategia nazionale.
SAP Italia ha lanciato un tour nazionale in collaborazione con quattro partner (Derga Consulting, Altea Up, Avvale e Horsa Run) e IDC per avvicinare 300 aziende del mercato medio italiano all'adozione concreta della Business AI. Gli incontri, distribuiti tra Milano, Padova, Bologna, Firenze e Napoli, presentano i dati IDC sull'evoluzione dell'AI in contesto aziendale: il 62% dei C-level italiani indica l'implementazione dell'AI come principale priorità tecnologica per i prossimi 12 mesi. SAP pone l'accento sull'AI integrata nei processi ERP come leva di produttività reale, non sperimentazione.
Una ricerca di Trend Micro pubblicata a metà febbraio certifica che i cybercriminali hanno superato la fase sperimentale con l'AI: le tecniche basate su frodi deepfake, malware generato dall'AI e phishing iperpersonalizzato sono ora standardizzate, economiche e affidabili. Il report descrive un vero e proprio 'mercato professionale' dell'AI crime, con specializzazione dei ruoli, riduzione dei costi operativi e qualità degli attacchi in costante miglioramento. L'Italia, tra i paesi europei più colpiti da attacchi ransomware, è nel mirino.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte fotografa un'Italia che corre più veloce della media europea sull'AI: il 62% delle aziende usa già AI generativa, il 70% sta implementando AI agentica (prevista al 91% entro due anni) e il 92% dei manager attende un aumento di produttività. Solo il 3% ha tecnologie proprietarie: la maggioranza si affida a vendor esterni. La barriera principale rimane la carenza di skill, citata dal 39% come ostacolo primario.
L'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano certifica che nel 2025 il mercato italiano dell'AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, con una crescita del +50% rispetto al 2024. Il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto AI (vs 59% nel 2024) e la domanda di lavoro con skill AI è cresciuta del 93%. Tuttavia, solo 1 grande impresa su 5 ha una vera pervasività dell'AI in più funzioni aziendali, e tra le PMI l'adozione rimane ferma all'8%.
Con l'Avviso 4/2025, Fondimpresa mette a disposizione 5 milioni di euro per finanziare la formazione sull'intelligenza artificiale nelle aziende aderenti. I piani formativi ammissibili vanno da 40.000 a 150.000 euro e devono essere collegati a progetti concreti di adozione AI in azienda. Le domande si apriranno il 25 febbraio 2026: le imprese hanno poche settimane per strutturare la proposta.
Il C-Suite Barometer 2026 (focus Italia) rivela che l'80% delle grandi aziende italiane ha già riorganizzato i propri team per integrare l'AI — dato superiore al 74% internazionale e in crescita di 18 punti percentuali in un anno. L'AI agentica sta già impattando ruoli di junior management come project manager e assistenti operativi, grazie alla capacità di pianificare e gestire workflow complessi in autonomia.
SAP Italia ha avviato in questa prima settimana di febbraio un roadshow nazionale — Milano, Padova, Bologna, Firenze, Napoli — coinvolgendo 300 imprese del mid-market per accelerare l'adozione della Business AI, con 4 partner e 9 appuntamenti. Secondo un sondaggio IDC del settembre 2025, il 62% dei C-level italiani considera l'AI la propria priorità tecnologica principale per i prossimi 12 mesi. Le sfide principali restano le infrastrutture legacy, la standardizzazione dei dati e la resistenza culturale al cambiamento.
Una ricerca della London School of Economics condotta con Protiviti su oltre 3.000 manager in 30 paesi — con il 14% del campione proveniente dall'Italia — quantifica il ROI della formazione sull'intelligenza artificiale. Senza training, l'AI genera già oggi un +14% di produttività e 7,5 ore risparmiate a settimana; con una formazione strutturata, il vantaggio raddoppia: +28% di produttività e 11 ore recuperate, per un risparmio aziendale fino a 18.000 dollari per dipendente l'anno. Un'anomalia italiana: le imprese formano più i senior che i giovani, in controtendenza rispetto al resto del mondo.
L'AI Act europeo impone alle aziende che sviluppano o utilizzano sistemi di IA — inclusi deployer di ChatGPT, Microsoft Copilot e strumenti analoghi — di garantire che i propri dipendenti abbiano un livello sufficiente di alfabetizzazione sull'AI. I divieti per le pratiche ad alto rischio e gli obblighi di AI literacy sono in vigore dal 2 febbraio 2025, ma molte aziende italiane sono ancora indietro: esperti di Cefriel chiariscono che serve un approccio multilivello — tecnico, culturale, organizzativo ed etico — e che la carenza di talenti è il primo ostacolo per il 39% delle imprese.
La Federazione Italiana Settimanali Cattolici, in collaborazione con la Pontificia Università della Santa Croce, ha lanciato il 26 gennaio il corso online gratuito «Intelligenza Artificiale per Comunicatori e Giornalisti: Visione d'Insieme». Il MOOC — articolato in quattro moduli che vanno dal funzionamento tecnico alle implicazioni etiche — ha registrato 250 iscritti da tutta Italia già al lancio. L'iniziativa risponde all'appello di Papa Leone XIV nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026, in cui il Pontefice invita alla formazione sull'AI sottolineando che la vera sfida è antropologica prima che tecnologica.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte, condotto su oltre 3.000 dirigenti di 24 Paesi e presentato in occasione di Davos, rivela che l'Italia è tra i Paesi più ottimisti sull'AI: l'82% delle aziende italiane prevede di aumentare gli investimenti quest'anno, il 92% si aspetta un aumento di produttività e il 31% afferma che l'AI è già integrata ad alto livello nelle decisioni strategiche. Il principale ostacolo rimane la carenza di talenti (39%).