L'Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale ha presentato a Torino il primo Piano pluriennale al Forum 'Officine d'Intelligenze'. Previsti 30 laboratori di R&S in automazione, robotica e cybersecurity, l'attivazione dell'infrastruttura HPC e della AI Foundry nel 2026, e la piattaforma SUK con già 92 produttori e 124 soluzioni. Target di 4 milioni di ricavi iniziali. Partner: Leonardo, Fastweb+Vodafone, IIT, fondazioni CRT e Compagnia di San Paolo.
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Il presidente Agcom Lasorella ha annunciato l'imminente segnalazione formale all'UE su Google AI Mode e AI Overview, che forniscono risposte sintetiche nelle ricerche senza rimandare ai siti delle testate. La FIEG ha definito Google un 'traffic killer' e chiede l'apertura di un procedimento formale sotto il Digital Services Act. Google replica che si tratta di un'evoluzione naturale del motore di ricerca.
Il report annuale Deloitte rivela che il 92% dei manager italiani si aspetta incrementi di produttività dall'AI. Il 70% usa già AI agentica (target 91% entro due anni). Solo il 3% ha tecnologie AI proprietarie, il 48% acquista soluzioni esterne. Le barriere principali: carenza di talenti (39%), identificazione dei casi d'uso (27%) e governance (27%).
SAP Italia, con IDC e quattro partner (Derga Consulting, Altea Up, Avvale, Horsa Run), ha organizzato 9 eventi in 5 città (Milano, Padova, Bologna, Firenze, Napoli). Il 62% dei dirigenti italiani considera l'AI la priorità tecnologica numero uno. Emergono ostacoli su infrastrutture inadeguate, standardizzazione dati e resistenza culturale al cambiamento.
Un'analisi su Econopoly (Il Sole 24 Ore) evidenzia il gap italiano: il 68% delle imprese non integra l'AI nei processi (media globale 53%). Il 31% teme ritorni economici incerti, il 27% segnala resistenza al cambiamento. Lato positivo: il 57% dei leader vuole investire in upskilling, sopra la media UE del 46%.
Secondo il Lenovo CIO Playbook 2026 ripreso da Il Sole 24 Ore, il 94% delle organizzazioni europee si attende rendimenti positivi dall'AI, con il 50% dei progetti pilota già in produzione. Il ritorno stimato è di 2,79$ per ogni dollaro investito in AI generativa. Criticità: solo il 30% ha framework di governance completi e il 74% delle grandi imprese italiane è in fase avanzata, ma le PMI restano indietro.
Il 19 febbraio TIM e Microsoft hanno annunciato una partnership strategica per accelerare la trasformazione digitale di aziende e Pubblica Amministrazione italiane. Al centro dell'accordo c'è il dispiegamento su larga scala di Microsoft 365 Copilot e della Power Platform low-code, con focus su cloud sicuro, cybersecurity e modelli di AI gestiti localmente per garantire la sovranità dei dati. TIM rafforza così il suo ruolo di enabler di soluzioni digitali conformi alle normative italiane ed europee.
Secondo l'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato italiano dell'AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro con una crescita del 50% anno su anno. Il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto AI e l'84% ha già licenze di AI generativa; l'AI agentica si conferma la parola dell'anno, con tre quarti delle aziende che prevedono di implementarla entro due anni. Resta però un forte dualismo: nelle PMI — ossatura del tessuto produttivo italiano — l'adozione procede lentamente, con il 68% delle aziende italiane che non ha ancora integrato l'AI nei propri processi contro una media globale del 53%.
SAP Italia ha lanciato un tour nazionale in collaborazione con quattro partner (Derga Consulting, Altea Up, Avvale e Horsa Run) e IDC per avvicinare 300 aziende del mercato medio italiano all'adozione concreta della Business AI. Gli incontri, distribuiti tra Milano, Padova, Bologna, Firenze e Napoli, presentano i dati IDC sull'evoluzione dell'AI in contesto aziendale: il 62% dei C-level italiani indica l'implementazione dell'AI come principale priorità tecnologica per i prossimi 12 mesi. SAP pone l'accento sull'AI integrata nei processi ERP come leva di produttività reale, non sperimentazione.
Lo studio 'They Don't Build the Gun, They Sell the Bullets' di TrendAI™ (la nuova business unit di Trend Micro) certifica che la criminalità informatica basata sull'AI ha superato la fase sperimentale: è ora stabile e professionale come qualsiasi mercato maturo. Deepfake per impersonificazione, malware auto-generati via AI e strumenti non censurati circolano nei forum underground. Secondo Marco Fanuli di TrendAI™, 'il rischio più grave non è un incredibile miglioramento delle capacità criminali, ma la normalizzazione della criminalità basata sull'AI'.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte fotografa un'Italia che corre più veloce della media europea sull'AI: il 62% delle aziende usa già AI generativa, il 70% sta implementando AI agentica (prevista al 91% entro due anni) e il 92% dei manager attende un aumento di produttività. Solo il 3% ha tecnologie proprietarie: la maggioranza si affida a vendor esterni. La barriera principale rimane la carenza di skill, citata dal 39% come ostacolo primario.
L'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano certifica che nel 2025 il mercato italiano dell'AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, con una crescita del +50% rispetto al 2024. Il 71% delle grandi imprese ha avviato almeno un progetto AI (vs 59% nel 2024) e la domanda di lavoro con skill AI è cresciuta del 93%. Tuttavia, solo 1 grande impresa su 5 ha una vera pervasività dell'AI in più funzioni aziendali, e tra le PMI l'adozione rimane ferma all'8%.
Il 12 e 13 febbraio si è tenuta a Cannes la quinta edizione del World AI Cannes Festival, il più grande evento europeo sull'AI per il business. Oltre 10.000 professionisti, 320 speaker internazionali e 220 espositori. L'Italia è presente con un padiglione nazionale dedicato alle startup AI più promettenti. L'evento si conferma il principale palcoscenico europeo per networking e scouting nel settore.
Con l'Avviso 4/2025, Fondimpresa mette a disposizione 5 milioni di euro per finanziare la formazione sull'intelligenza artificiale nelle aziende aderenti. I piani formativi ammissibili vanno da 40.000 a 150.000 euro e devono essere collegati a progetti concreti di adozione AI in azienda. Le domande si apriranno il 25 febbraio 2026: le imprese hanno poche settimane per strutturare la proposta.
Il C-Suite Barometer 2026 (focus Italia) rivela che l'80% delle grandi aziende italiane ha già riorganizzato i propri team per integrare l'AI — dato superiore al 74% internazionale e in crescita di 18 punti percentuali in un anno. L'AI agentica sta già impattando ruoli di junior management come project manager e assistenti operativi, grazie alla capacità di pianificare e gestire workflow complessi in autonomia.
Il 2 febbraio 2026 ha segnato una scadenza fondamentale per il Regolamento UE sull'intelligenza artificiale: tutti i sistemi AI a rischio limitato devono ora rispettare gli obblighi di trasparenza e classificazione. Le aziende italiane che non hanno ancora mappato i propri sistemi AI rischiano sanzioni fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale. Il D.lgs. 132/2025 impone inoltre di aggiornare notifiche ai clienti, rivedere i contratti e predisporre processi di verifica ispettiva.
SAP Italia ha avviato in questa prima settimana di febbraio un roadshow nazionale — Milano, Padova, Bologna, Firenze, Napoli — coinvolgendo 300 imprese del mid-market per accelerare l'adozione della Business AI, con 4 partner e 9 appuntamenti. Secondo un sondaggio IDC del settembre 2025, il 62% dei C-level italiani considera l'AI la propria priorità tecnologica principale per i prossimi 12 mesi. Le sfide principali restano le infrastrutture legacy, la standardizzazione dei dati e la resistenza culturale al cambiamento.
Una ricerca della London School of Economics condotta con Protiviti su oltre 3.000 manager in 30 paesi — con il 14% del campione proveniente dall'Italia — quantifica il ROI della formazione sull'intelligenza artificiale. Senza training, l'AI genera già oggi un +14% di produttività e 7,5 ore risparmiate a settimana; con una formazione strutturata, il vantaggio raddoppia: +28% di produttività e 11 ore recuperate, per un risparmio aziendale fino a 18.000 dollari per dipendente l'anno. Un'anomalia italiana: le imprese formano più i senior che i giovani, in controtendenza rispetto al resto del mondo.