Mentre i giganti tech consolidano il mercato dell'IA con mega-acquisizioni (Meta, Netflix), cresce l'allarme per disoccupazione tecnologica e usi scorretti della tecnologia. In Italia continua il dibattito sulla strategia nazionale, mentre tensioni con il Pentagono riaccendono i dubbi sulla militarizzazione dell'IA.
Meta ha annunciato l'acquisto di Moltbook, la piattaforma lanciata a gennaio dove i chatbot interagiscono tra loro. L'operazione rientra nella strategia di Meta per competere con OpenAI e Anthropic negli investimenti su AI. Il fondatore, austriaco Peter Steinberger, è stato assunto da OpenAI per lavorare su agenti AI, ma Meta ha comunque acquisito l'intera azienda.
Silvana Kuhtz, docente di Estetica all'Università della Basilicata e poetessa, ha utilizzato l'IA per replicare il suo timbro vocale originale dopo che problemi di salute hanno compromesso la sua voce. Grazie a un clone audio creato da AI, ha lanciato il podcast 'Io non sono normale e tu?', permettendole di continuare a esprimere i suoi pensieri attraverso la letteratura.
Un avvocato milanese è stato condannato per aver utilizzato l'intelligenza artificiale al fine di produrre sentenze false e presentarle in aula. Il caso rappresenta il primo precedente giudiziario in Italia di abuso criminale della tecnologia nel settore legale, sollevando preoccupazioni sulla responsabilità professionale e legale nell'uso di AI.
Netflix ha annunciato l'acquisto della startup InterPositive fondata da Ben Affleck nel 2022. La piattaforma utilizza AI per la post-produzione cinematografica, dalla correzione colore al montaggio. Affleck assicura che l'IA non sostituirà gli attori ma supporterà i processi creativi, e rimarrà come consulente creativo.
Secondo il vicepresidente senior Amazon Dave Treadwell, disservizi sulla piattaforma di e-commerce sono stati causati da codice informatico generato dall'IA non controllato da sviluppatori umani. Amazon ha ordinato 90 giorni di misure straordinarie per garantire che tutti i 335 sistemi critici siano verificati da ingegneri esperti prima della messa in produzione.
InvestCloud Italy ha avviato una procedura di licenziamento collettivo di 37 persone (29 impiegati, 7 quadri, 1 dirigente) per 'inefficienza strutturale' causata dall'adozione di intelligenza artificiale. L'azienda veneziana, che nel 2024 ha registrato utili per 501.000 euro e fatturato di 9,9 milioni, ha deciso di accentrare le competenze in centri globali e affidare la tecnologia a una Smart Platform centrata su IA.
Il Pentagono ha formalmente designato Anthropic come 'supply-chain risk', vietando ai servizi federali di usare le sue tecnologie. La decisione arriva dopo conflitto tra Anthropic (che voleva cautele sull'uso militare) e l'amministrazione Trump, che ha ordinato l'uso senza limitazioni. Anthropic intende contestare in tribunale la decisione, ritenuta potenzialmente illegale.
Secondo Pierfrancesco Angeleri, presidente di AssoSoftware, l'Italia non ha una strategia per la digitalizzazione e lo sviluppo dell'IA: gli USA dominano con i giganti tech, la Cina costruisce modelli autonomi, mentre l'Italia ha 'completamente perso il treno'. Tuttavia, lo studio Deloitte 'State of AI in the Enterprise 2026' mostra che l'82% delle aziende italiane intende investire in IA nel prossimo anno.
Wired Italia descrive il «chatbait», tendenza dei chatbot – ChatGPT in testa – a chiudere le risposte con domande-esca in stile clickbait per spingere l'utente a proseguire la conversazione, un fenomeno osservato dall'autunno scorso. Questi «continuation prompt» sono sempre più simili a titoli sensazionalistici, un tono che secondo l'articolo distingue OpenAI da concorrenti come Gemini e Claude, più sobri. Il pezzo cita anche l'analisi di Lila Shroff su The Atlantic sugli incentivi economici che spingono le aziende a mantenere gli utenti agganciati alla chat.
Il ceo di Azimut TNB Project, Paolo Martini, in un post su LinkedIn osserva che l'intelligenza artificiale eccellerà nelle attività tecniche della consulenza finanziaria, come analisi di portafoglio, asset allocation e reportistica. Secondo Martini questo renderà meno distintiva la competenza tecnica del singolo consulente, spostando il vantaggio competitivo verso la capacità relazionale ed empatica.
Un sondaggio di GamesIndustry.biz tra professionisti del settore videogiochi, in gran parte sviluppatori, rileva che l'88,4% ritiene necessario dichiarare esplicitamente l'uso dell'IA generativa su piattaforme come Steam. Quasi la metà (48,7%) si oppone alla regola Valve del gennaio 2026, che limita l'obbligo ai soli contenuti destinati ai giocatori, contro il 32,1% favorevole. Sul formato, il 51,9% preferisce categorie predefinite d'uso, il 28,4% un semplice sì/no e il 3,1% una stima percentuale.