Notizie della settimana
26 – 20 gennaio 2026
Notizie della settimana 26 – 20 gennaio 2026
In questa edizione

La settimana del 26 gennaio segna un punto di svolta per l'intelligenza artificiale in Italia e in Europa. Mentre la Commissione UE alza la guardia sui rischi dei modelli generativi — aprendo un'indagine formale su Grok di xAI per la generazione di contenuti illegali — le aziende italiane si confrontano con gli obblighi di compliance dell'AI Act e con dati che confermano una forte accelerazione degli investimenti. Tra nuovi chip AI di Microsoft, corsi di alfabetizzazione digitale per i media e allarmi parlamentari sui rischi cyber, l'AI italiana entra in una fase di maturità operativa in cui fare le cose bene conta quanto farle in fretta.

La Commissione europea ha avviato un procedimento formale contro xAI ai sensi del Digital Services Act per la generazione, da parte di Grok, di immagini sessualizzate — inclusi contenuti raffiguranti minori. Tra fine dicembre 2025 e inizio gennaio 2026 il chatbot ha prodotto circa 3 milioni di immagini problematiche, di cui circa 23.000 con soggetti minorenni. In caso di violazioni accertate, xAI rischia sanzioni fino al 6% del fatturato globale; l'indagine si estende anche alla piattaforma X per la valutazione dei rischi sistemici dei suoi algoritmi di raccomandazione.

Perché conta

Chi usa AI generativa in campagne creative o content marketing deve sapere che i regolatori europei stanno intensificando i controlli: la conformità alle policy sui contenuti non è più opzionale, ed essere deployer di AI significa rispondere delle sue output.

L'AI Act europeo impone alle aziende che sviluppano o utilizzano sistemi di IA — inclusi deployer di ChatGPT, Microsoft Copilot e strumenti analoghi — di garantire che i propri dipendenti abbiano un livello sufficiente di alfabetizzazione sull'AI. I divieti per le pratiche ad alto rischio e gli obblighi di AI literacy sono in vigore dal 2 febbraio 2025, ma molte aziende italiane sono ancora indietro: esperti di Cefriel chiariscono che serve un approccio multilivello — tecnico, culturale, organizzativo ed etico — e che la carenza di talenti è il primo ostacolo per il 39% delle imprese.

Perché conta

Per chi si occupa di formazione aziendale, è la notizia più concreta della settimana: strutturare un percorso di AI literacy non è più una best practice, è un requisito legale. Le prossime scadenze di agosto 2026 per i sistemi ad alto rischio renderanno il tema ancora più urgente.

Lo «State of AI in the Enterprise 2026» di Deloitte, condotto su oltre 3.000 dirigenti in 24 paesi, rivela che l'82% delle aziende italiane prevede di incrementare gli investimenti in intelligenza artificiale e il 92% si attende un aumento di produttività. L'AI agentica — in grado di operare in modo autonomo su task complessi — è adottata oggi dal 62% delle imprese e si prevede raggiungerà il 91% di penetrazione entro due anni. Il principale freno rimane la carenza di competenze (39%), seguita dall'identificazione dei casi d'uso (27%) e dai problemi di governance e dati.

Perché conta

Un mercato in forte accelerazione verso l'AI agentica significa che marketing, content creation e comunicazione aziendale dovranno presto gestire flussi di lavoro parzialmente automatizzati: chi costruisce competenze adesso ha un vantaggio competitivo reale.

Microsoft ha presentato Maia 200, il suo secondo acceleratore proprietario per l'intelligenza artificiale, realizzato con processo produttivo a 3 nanometri e già in funzione nei data center Azure negli Stati Uniti. Il chip è ottimizzato per carichi di inference su larga scala e punta a ridurre la dipendenza da Nvidia migliorando il rapporto costo-prestazioni per i servizi cloud AI. L'annuncio arriva mentre la corsa ai chip AI ridisegna le alleanze strategiche nel settore e le aziende cercano alternative ai fornitori dominanti.

Perché conta

Infrastrutture AI più economiche su Azure si traducono in costi più bassi per chi usa Microsoft 365 Copilot o Azure OpenAI — con un potenziale impatto diretto sui budget delle aziende italiane che adottano AI nei processi di marketing e produzione contenuti.

La Federazione Italiana Settimanali Cattolici, in collaborazione con la Pontificia Università della Santa Croce, ha lanciato il 26 gennaio il corso online gratuito «Intelligenza Artificiale per Comunicatori e Giornalisti: Visione d'Insieme». Il MOOC — articolato in quattro moduli che vanno dal funzionamento tecnico alle implicazioni etiche — ha registrato 250 iscritti da tutta Italia già al lancio. L'iniziativa risponde all'appello di Papa Leone XIV nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026, in cui il Pontefice invita alla formazione sull'AI sottolineando che la vera sfida è antropologica prima che tecnologica.

Perché conta

L'alfabetizzazione AI nel mondo della comunicazione e dei media sta crescendo anche fuori dai circuiti tech: per chi eroga formazione su questi temi, c'è una domanda concreta e un pubblico sempre più ampio e motivato.

Il 28 gennaio, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si è tenuta la conferenza «Quando l'AI diventa arma: l'identikit della nuova minaccia digitale», promossa da ANGI con il deputato Alessandro Giglio Vigna. I dati presentati mostrano un aumento del 220% degli attacchi cyber abilitati dall'AI rispetto all'anno precedente, con oltre l'80% delle campagne di phishing globali già supportate da modelli generativi. I relatori hanno sottolineato l'urgenza di una risposta normativa europea coordinata e di investimenti nella cybersicurezza nazionale.

Perché conta

Con l'80% del phishing gestito da AI, anche account brand, newsletter aziendali e campagne email sono bersagli credibili di attacchi sofisticati: capire le nuove forme di minaccia è diventato rilevante anche per chi lavora in comunicazione e marketing digitale.

Trend della Settimana

Dalla sperimentazione alla compliance: l'AI entra nell'età dei doveri

Il filo conduttore di questa settimana è chiaro: l'intelligenza artificiale non è più solo un'opportunità da esplorare, ma un territorio regolamentato con obblighi precisi e rischi reali. L'indagine UE su Grok, gli obblighi di AI literacy dell'AI Act (ancora disattesi da molte imprese), l'allarme parlamentare sui cyberattacchi e il boom di iniziative di formazione raccontano un ecosistema in piena transizione normativa. Nel frattempo, l'82% delle aziende italiane dice di voler investire di più: la pressione per adottare l'AI è altissima, ma la pressione per farlo bene sta diventando legge.

Outlook

Occhi puntati sull'agosto 2026, quando entreranno in vigore gli obblighi dell'AI Act per i sistemi ad alto rischio: chi si occupa di HR, formazione e comunicazione aziendale troverà nelle prossime settimane una domanda crescente di percorsi strutturati e certificati. Sul versante tecnologico, la corsa ai chip AI proprietari (Microsoft Maia, chip Google, Nvidia) ridisegnerà i costi dell'AI cloud nei prossimi mesi — con impatto diretto sui budget di chi usa questi servizi.

Hai delle domande?
Dei suggerimenti?

Vuoi contribuire con l'aggiornamento delle informazioni?

Compila la forum, ti risponderemo in live