Settimana
2 – 8 febbraio 2026
Settimana 2 – 8 febbraio 2026
In questa edizione

Dal 2 febbraio l'AI Act non è più teoria: scattano gli obblighi concreti per le aziende italiane che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale, mentre il Politecnico di Milano certifica che l'Agentic AI è la frontiera del momento — ma il paese è ancora spaccato tra chi accelera e chi resta a guardare. Per chi opera nel marketing e nel business, questa settimana segna un punto di non ritorno: tra opportunità di risparmio documentate (fino a 11 ore a settimana per dipendente), startup italiane anti-deepfake e il Garante Privacy che punta i riflettori sull'AI nelle scuole, ignorare il tema non è più un'opzione.

Il 2 febbraio 2026 ha segnato una scadenza fondamentale per il Regolamento UE sull'intelligenza artificiale: tutti i sistemi AI a rischio limitato devono ora rispettare gli obblighi di trasparenza e classificazione. Le aziende italiane che non hanno ancora mappato i propri sistemi AI rischiano sanzioni fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale. Il D.lgs. 132/2025 impone inoltre di aggiornare notifiche ai clienti, rivedere i contratti e predisporre processi di verifica ispettiva.

Perché conta

La compliance AI Act non è più rinviabile: chi usa AI in marketing, CRM, contenuti o automazione deve aver già verificato il livello di rischio dei propri strumenti.

Il 5 febbraio 2026, il convegno dell'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano ha presentato i risultati della ricerca 2025 sul mercato AI italiano. L'Agentic AI emerge come la tecnologia più discussa nell'anno appena trascorso, con sessioni dedicate alla differenza tra AI generativa e agenti autonomi. Rimane però un divario netto tra grandi imprese — già in trasformazione organizzativa profonda — e PMI, ancora in fase esplorativa senza una vera strategia. L'impatto sul lavoro è il tema più sensibile: le figure white-collar risultano le più esposte.

Perché conta

I dati dell'Osservatorio PoliMI sono il benchmark di riferimento per il mercato AI italiano: sapere dove si è davvero — e non solo nelle aspettative — è essenziale per pianificare investimenti e formazione.

SAP Italia ha avviato in questa prima settimana di febbraio un roadshow nazionale — Milano, Padova, Bologna, Firenze, Napoli — coinvolgendo 300 imprese del mid-market per accelerare l'adozione della Business AI, con 4 partner e 9 appuntamenti. Secondo un sondaggio IDC del settembre 2025, il 62% dei C-level italiani considera l'AI la propria priorità tecnologica principale per i prossimi 12 mesi. Le sfide principali restano le infrastrutture legacy, la standardizzazione dei dati e la resistenza culturale al cambiamento.

Perché conta

Il mid-market italiano sta accelerando sull'AI: chi si occupa di formazione, change management o consulenza digitale per le PMI si trova davanti a un mercato in forte espansione.

IdentifAi, fondata da Marco Ramilli e Marco Castaldo, utilizza l'AI per rilevare manipolazioni digitali in tempo reale su Zoom, Google Meet e Microsoft Teams, con un'accuratezza dell'87%. Il sistema si unisce alla riunione come partecipante e, a fine analisi, avvisa tutti i presenti dell'eventuale impostore. La startup è entrata nel Google Gemini Founders Program tra le 100 migliori aziende AI al mondo e conta già clienti tra banche, assicurazioni e manifatturieri italiani. A livello globale, il 62% delle aziende ha già subito almeno un attacco deepfake.

Perché conta

Il deepfake nelle videocall aziendali è un rischio concreto anche in Italia: chiunque gestisca trattative, onboarding o presentazioni da remoto dovrebbe valutare strumenti di verifica dell'identità.

Una ricerca della London School of Economics condotta con Protiviti su oltre 3.000 manager in 30 paesi — con il 14% del campione proveniente dall'Italia — quantifica il ROI della formazione sull'intelligenza artificiale. Senza training, l'AI genera già oggi un +14% di produttività e 7,5 ore risparmiate a settimana; con una formazione strutturata, il vantaggio raddoppia: +28% di produttività e 11 ore recuperate, per un risparmio aziendale fino a 18.000 dollari per dipendente l'anno. Un'anomalia italiana: le imprese formano più i senior che i giovani, in controtendenza rispetto al resto del mondo.

Perché conta

I numeri dello studio danno un argomento forte e misurabile a chi vende formazione AI: il ROI è documentato e significativo, e l'anomalia italiana sulla formazione senior apre spazi di consulenza differenziata.

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha varato il piano delle attività ispettive per il primo semestre 2026, inserendo tra le priorità i controlli sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale in ambito scolastico, accanto a data breach, whistleblowing e telemarketing. La mossa segnala una crescente attenzione delle autorità italiane all'uso dell'AI con i minori, in coerenza con i principi GDPR e con le disposizioni dell'AI Act sui sistemi ad alto rischio. I fornitori di strumenti educativi basati su AI sono i soggetti più esposti ai controlli.

Perché conta

Chi realizza contenuti, piattaforme o tool AI per la scuola deve mettere in cima all'agenda la conformità privacy: i controlli del Garante sono già partiti e il settore education è ad alto rischio.

Trend della Settimana

Dalla sperimentazione alla responsabilità: l'AI entra nell'era della conformità

La settimana del 2 febbraio 2026 ha sancito un passaggio epocale: con le scadenze AI Act, l'intelligenza artificiale smette di essere solo un'opportunità e diventa un obbligo normativo. Allo stesso tempo, il convegno del Politecnico di Milano ha confermato che l'Italia è spaccata in due — grandi aziende in trasformazione reale e PMI ancora sperimentali — mentre il tour SAP e lo studio LSE-Protiviti dimostrano che chi investe in formazione e adozione strutturata ottiene risultati misurabili e un ROI concreto.

Outlook

Nei prossimi giorni tenere d'occhio le prime sanzioni AI Act in Europa e la risposta delle autorità italiane di vigilanza, l'avanzamento dei laboratori AI4I a Torino con il supercomputer previsto a marzo, e le mosse del Garante Privacy sull'AI scolastica come banco di prova per una regolamentazione più ampia del settore education.

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