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Una ricerca di Trend Micro pubblicata a metà febbraio certifica che i cybercriminali hanno superato la fase sperimentale con l'AI: le tecniche basate su frodi deepfake, malware generato dall'AI e phishing iperpersonalizzato sono ora standardizzate, economiche e affidabili. Il report descrive un vero e proprio 'mercato professionale' dell'AI crime, con specializzazione dei ruoli, riduzione dei costi operativi e qualità degli attacchi in costante miglioramento. L'Italia, tra i paesi europei più colpiti da attacchi ransomware, è nel mirino.

Lo studio 'They Don't Build the Gun, They Sell the Bullets' di TrendAI™ (la nuova business unit di Trend Micro) certifica che la criminalità informatica basata sull'AI ha superato la fase sperimentale: è ora stabile e professionale come qualsiasi mercato maturo. Deepfake per impersonificazione, malware auto-generati via AI e strumenti non censurati circolano nei forum underground. Secondo Marco Fanuli di TrendAI™, 'il rischio più grave non è un incredibile miglioramento delle capacità criminali, ma la normalizzazione della criminalità basata sull'AI'.

IdentifAi, fondata da Marco Ramilli e Marco Castaldo, utilizza l'AI per rilevare manipolazioni digitali in tempo reale su Zoom, Google Meet e Microsoft Teams, con un'accuratezza dell'87%. Il sistema si unisce alla riunione come partecipante e, a fine analisi, avvisa tutti i presenti dell'eventuale impostore. La startup è entrata nel Google Gemini Founders Program tra le 100 migliori aziende AI al mondo e conta già clienti tra banche, assicurazioni e manifatturieri italiani. A livello globale, il 62% delle aziende ha già subito almeno un attacco deepfake.

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