Fonte: AI4Business

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Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare due schemi di decreto legislativo per recepire l'AI Act europeo nell'ordinamento italiano, designando AgID e ACN come autorità nazionali competenti. Dal 2 agosto 2026 scatta la fase di applicazione generale: per le aziende, l'AI smette di essere una questione di innovazione e diventa compliance, con obblighi di mappatura dei sistemi, documentazione tecnica e classificazione per livello di rischio. L'Italia è tra i primi paesi UE a completare il recepimento formale.

Il Parlamento europeo ha approvato il pacchetto Digital Omnibus con 423 voti favorevoli, posticipando gli obblighi per i sistemi AI ad alto rischio standalone al 2 dicembre 2027 e quelli integrati in prodotti all'agosto 2028. In compenso, dal 2 dicembre 2026 entrano in vigore obblighi di marcatura dei contenuti sintetici e il divieto esplicito di applicazioni che generano immagini non consensuali. Le PMI ottengono sandbox regolatori ampliati e oneri documentali ridotti.

Salesforce ha annunciato un piano di investimento da 1 miliardo di dollari in cinque anni in Italia per accelerare l'adozione di AI agentica attraverso la piattaforma Agentforce, con apertura di una nuova sede a Palazzo Missori a Milano e l'avvio di un'Enterprise Architecture Academy. Tra i clienti italiani già attivi sulla piattaforma figurano Ferrari, Enel, UniCredit, Telepass, Trenitalia e INPS. Il piano include l'espansione significativa dell'organico locale e programmi di formazione per partner e system integrator.

Quarantacinque docenti e ricercatori di università italiane hanno presentato alla Camera dei deputati una lettera aperta che chiede di riportare il dibattito pubblico sull'AI su basi realistiche, sostenendo che i sistemi generativi non 'capiscono' ma producono 'previsioni statistiche'. L'iniziativa, che si inserisce nel dibattito post-approvazione dei decreti attuativi italiani sull'AI Act, chiede investimenti in educazione diffusa sui limiti effettivi dell'AI. La lettera segnala una crescente pressione accademica e istituzionale verso un uso consapevole e una comunicazione trasparente.

Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 ha approvato due decreti legislativi che recepiscono il Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act, UE 2024/1689), anticipando tutti gli altri Paesi membri dell'UE. La governance è affidata ad AgID (autorità di notifica) e ACN (vigilanza di mercato), con un miliardo di euro dal fondo venture capital e oltre 300 milioni già allocati da CDP Venture Capital a più di 150 startup. Le regole entrano pienamente in vigore il 2 agosto 2026.

Un'analisi del New York Times in collaborazione con Oumi ha rilevato che AI Overviews di Google è accurata nel 90% dei casi, ma alla scala del motore di ricerca più usato al mondo il 10% di errori si traduce in milioni di risposte false ogni ora. I casi documentati includono errori su eventi storici, informazioni mediche inesatte e identificazioni geografiche sbagliate. Google ha già disabilitato AI Overviews per le ricerche in ambito sanitario dopo le segnalazioni di The Guardian, mentre il 22 maggio si è verificato un malfunzionamento visibile nel motore.

Secondo il Report degli Osservatori del Politecnico di Milano, il mercato italiano dell'intelligenza artificiale ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 50% rispetto all'anno precedente. Tuttavia, solo il 26% delle aziende italiane si qualifica come 'AI Scaler' con una vera integrazione strutturale nel modello di business; il 49% è ancora in fase sperimentale e il 25% appena agli inizi. Il gap tra grandi imprese e PMI rimane il principale ostacolo alla scalabilità.

La Legge italiana 132/2025 sull'AI — prima legge nazionale sull'AI nell'UE — continua a generare dibattito sul fronte del lavoro. I datori di lavoro devono garantire trasparenza sugli algoritmi decisionali, tutele per i lavoratori e documentazione verificabile dei sistemi AI usati in azienda. I decreti attuativi attesi entro ottobre 2026 definiranno diritti, obblighi e sanzioni specifici; nel frattempo, le aziende devono già adeguarsi ai principi generali della legge.

Il decimo report annuale di Salesforce fotografa un cambio di paradigma: il 60% dei marketer italiani usa già l'AI, ma il vero salto competitivo viene dall'AI agentica — sistemi autonomi capaci di gestire campagne end-to-end. Il dato più critico: il 99% dei marketer con AI dichiara almeno un ostacolo alla personalizzazione, con i dati frammentati come principale freno. L'83% degli intervistati in Italia conferma che i clienti si aspettano conversazioni bidirezionali, non broadcasting.

Secondo le analisi di AI4Business e Google Cloud, il 2026 è l'anno in cui gli agenti AI autonomi entrano nella fase operativa nelle aziende italiane: il 72% delle organizzazioni li usa già per IT operations e DevOps, e il 40% delle app aziendali li integrerà entro fine anno. Gli agenti non si limitano a rispondere a domande, ma agiscono su sistemi — prenotano, riconciliano transazioni, gestiscono campagne e ottimizzano budget in tempo reale. I due ostacoli principali restano sicurezza/privacy (52%) e difficoltà di monitoraggio su larga scala (51%).

Il 2 febbraio 2026 ha segnato una scadenza fondamentale per il Regolamento UE sull'intelligenza artificiale: tutti i sistemi AI a rischio limitato devono ora rispettare gli obblighi di trasparenza e classificazione. Le aziende italiane che non hanno ancora mappato i propri sistemi AI rischiano sanzioni fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale. Il D.lgs. 132/2025 impone inoltre di aggiornare notifiche ai clienti, rivedere i contratti e predisporre processi di verifica ispettiva.

Sono aperti bandi per un totale di 400 milioni di euro destinati a startup e PMI delle 8 regioni del Mezzogiorno che vogliono investire in semiconduttori, quantum computing, AI, biotech e cleantech. Le scadenze per la presentazione delle domande vanno da metà gennaio a febbraio 2026. Il programma fa parte di un piano più ampio per ridurre il divario digitale tra Nord e Sud Italia e accelerare la competitività del tessuto produttivo meridionale.

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