Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte rivela che le imprese italiane sono tra le più ottimiste in Europa: l'82% prevede di aumentare gli investimenti in AI, il 92% si aspetta un incremento di produttività. Le principali barriere restano la carenza di talenti (39%), l'identificazione dei casi d'uso (27%) e la disponibilità dei dati (27%). Solo il 57% dei leader ha attivato programmi di upskilling per preparare i team all'AI.
Fonte: Deloitte Italy
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Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte, condotto su oltre 3.000 manager in 24 paesi, fotografa la situazione delle imprese italiane: l'82% prevede di aumentare gli investimenti in AI nel prossimo anno e il 92% si aspetta un aumento di produttività. Il 62% usa già strumenti di AI generativa e il 31% dichiara un'integrazione 'molto alta' nelle decisioni strategiche. Tuttavia, il 39% indica la carenza di talenti e competenze come principale barriera all'adozione, seguita dall'identificazione dei casi d'uso (27%) e dalle preoccupazioni di governance e compliance (27%). L'adozione dell'AI agentica è attesa salire dall'attuale 70% a quasi il 91% entro due anni.
Lo 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte Italy rivela un paradosso italiano: l'82% delle aziende prevede di aumentare gli investimenti in AI e il 92% si aspetta aumenti di produttività, eppure il 68% delle imprese italiane non ha ancora integrato l'AI nei propri processi — contro il 53% della media globale. Il principale ostacolo rimane la carenza di talenti (39%), seguita dalla difficoltà di identificare casi d'uso concreti (27%). Solo il 3% delle aziende italiane possiede tecnologie AI proprietarie.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte fotografa un'Italia che corre più veloce della media europea sull'AI: il 62% delle aziende usa già AI generativa, il 70% sta implementando AI agentica (prevista al 91% entro due anni) e il 92% dei manager attende un aumento di produttività. Solo il 3% ha tecnologie proprietarie: la maggioranza si affida a vendor esterni. La barriera principale rimane la carenza di skill, citata dal 39% come ostacolo primario.
Il report 'State of AI in the Enterprise 2026' di Deloitte, condotto su oltre 3.000 dirigenti di 24 Paesi e presentato in occasione di Davos, rivela che l'Italia è tra i Paesi più ottimisti sull'AI: l'82% delle aziende italiane prevede di aumentare gli investimenti quest'anno, il 92% si aspetta un aumento di produttività e il 31% afferma che l'AI è già integrata ad alto livello nelle decisioni strategiche. Il principale ostacolo rimane la carenza di talenti (39%).
Lo State of AI in the Enterprise 2026 di Deloitte, pubblicato a inizio anno, rivela che il 92% dei manager italiani prevede di aumentare gli investimenti in intelligenza artificiale nel corso dell'anno — dato superiore alla media europea (84%) e tedesca (87%). L'82% si aspetta miglioramenti concreti di produttività, mentre tre quarti delle aziende intervistate prevedono di implementare soluzioni di AI agentica entro due anni.