Nel videomessaggio a NetZero Milan il ministro Adolfo Urso ha indicato investimenti in data center saliti da oltre 7 miliardi (2023-2025) a più di 25 miliardi attesi nel 2026-2028, su sette programmi privati dichiarati strategici. Altri dieci progetti, per oltre 30 miliardi, sono in valutazione, con l'obiettivo di estendere gli investimenti al Centro-Sud.
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La Giunta regionale lombarda ha approvato modifiche alla legge sull'apertura di nuovi data center su sostenibilità, tutela delle aree agricole e contrasto alla speculazione. Il percorso per un nuovo impianto potrà partire solo dopo la certificazione di fattibilità della connessione da parte di Terna, e i tempi autorizzativi su suolo agricolo raddoppiano da uno a due anni. Il raffreddamento a circuito chiuso o a risparmio idrico diventa obbligatorio e l'uso di rinnovabili va documentato. Le modifiche entreranno in vigore dopo il voto del Consiglio regionale, previsto intorno a metà novembre.
La rete Stop Data Center, che riunisce decine di comitati lombardi, ha portato oltre mille persone in piazza della Scala a Milano il 10 ottobre. Chiede una moratoria sulle nuove autorizzazioni e un piano nazionale. Il caso simbolo è il progetto Microsoft a San Bovio, con una petizione oltre le 4.000 firme, mentre la Lombardia annuncia una modifica alla legge regionale.
Secondo I-Com su dati IDA, la capacità IT installata in Italia è di circa 760 MW a fine 2025, contro 600 MW nel 2024. Gli investimenti potenziali al 2036 sono stimati in 36,9 miliardi di euro, ma le richieste di connessione alla rete superano i 100 GW e solo 1,9 GW sono in fase avanzata. La carenza di personale qualificato è l'ostacolo principale.
Yandex ha comunicato che nella notte tra il 7 e l'8 ottobre il data center di Sasovo è stato seriamente danneggiato da un attacco con droni, con conseguente spegnimento completo. La mattina seguente un'altra struttura a Kaluga è stata colpita e risulta solo parzialmente operativa. Non ci sono feriti, ma persistono pesanti disservizi; la responsabilità è attribuita all'Ucraina.
Secondo Investing.com, il responsabile dell'infrastruttura di OpenAI, Sachin Katti, lascerà l'azienda il mese prossimo. Il testo dell'articolo non era disponibile al momento della redazione: motivazioni e successione non sono state verificate.
Circa cento residenti di Vicobellignano e Agoiolo e i genitori della scuola primaria di via Dante Alighieri hanno depositato in Comune a Casalmaggiore due lettere con raccolte firme. Chiedono al sindaco Filippo Bongiovanni e al consiglio un'assemblea pubblica sul data center previsto nell'area ex Sereni, lungo la Strada Provinciale Asolana, e una proroga dei termini per le osservazioni al progetto. I firmatari, tra cui il comitato 'Salviamo il paesaggio Casalasco-Cremonese', temono per salute, inquinamento atmosferico e acustico; la struttura sorgerebbe a circa 900 metri dalla scuola.
A Predaia, in val di Non (Trento), è entrato in funzione Intacture, un data center costruito tra i 40 e i 100 metri di profondità in una cava di dolomia ancora attiva, la stessa dove il consorzio Melinda conserva le mele. Il progetto è della società pubblico-privata Trentino DataMine, partecipata al 49% dall'università di Trento, con un investimento di oltre 50 milioni di euro, 18 dei quali dal PNRR. La temperatura costante di circa 12 gradi consente di raffreddare i server soprattutto con il free cooling, con un risparmio stimato pari ai consumi annuali di circa 900 famiglie.
Core Stack (gruppo Lazzari) e Green Arrow Capital hanno presentato a Roma, tramite una joint venture, un piano da oltre 1 miliardo di euro in quattro anni per realizzare 13 data center di medie dimensioni, anziché mega poli concentrati. I siti saranno su aree industriali dismesse (brownfield), con i primi due vicino a Cremona e Verona: permesso a costruire atteso entro fine 2027 e avvio operativo nel primo trimestre 2028. Ogni impianto sarà alimentato da rinnovabili prodotte in loco, con sistemi di accumulo Bess allo studio insieme al Politecnico di Milano.
Mentre New York chiede 1 milione di dollari per ogni megawatt alle comunità che ospitano i data center, in Italia le richieste di connessione superano i 100 GW e il quadro normativo è quasi assente. Solo la Lombardia ha una legge ad hoc, giudicata migliorabile. Il Politecnico di Milano segnala una pressione crescente sulla rete elettrica.
In Italia si contano circa 260 data center, raddoppiati in un anno, con centinaia di richieste di autorizzazione in corso, soprattutto nell'hinterland milanese. L'8 ottobre a Roma l'Italian Datacenter Association ha organizzato il Data Center Symposium 2026 con i ministri Pichetto Fratin e Urso, mentre il 10 ottobre a Milano la Rete nazionale dei Comitati Stop Data Center, nata a settembre da circa 30 comitati, manifesta in Piazza della Scala per chiedere una moratoria sui nuovi impianti.
Digital Realty avvia nel Municipio IX, in via delle Testuggini, la prima fase del suo campus di data center su 22 ettari nell'ex centro gestionale Acea. Il piano prevede sei strutture (ROM1-ROM6) per 35,2 MW di capacità IT totale. ROM1, un edificio da 5.000 metri quadrati, partirà con 3,2 MW in quattro moduli e sarà collegato a tre sistemi di cavi sottomarini e al nodo Namex. Il progetto include la riqualificazione di circa 500 metri di strada, senza nuovo consumo di suolo.
Sustainable AI Group, fondato da Sasha Luccioni e Boris Gamazaychikov, ha presentato uno strumento che stima consumi ed emissioni dei modelli chiusi. La metodologia CLEER si basa su oltre 2.400 test e sulla velocità dichiarata dalle aziende. Sono stime e non misurazioni dirette, e secondo lo studio i modelli Anthropic risultano tra i più energivori.
L'agenzia finlandese Lvv ha ordinato il 6 ottobre a Tuike Finland Oy, controllata di Google, di sospendere entro il 23 ottobre i lavori nei siti di Muhos e Kajaani, nel nord-est del Paese. Lo stop riguarda disboscamento, scavi e costruzione di strade e resterà valido fino al completamento delle valutazioni di impatto ambientale. Google ha ammesso di non aver rispettato i propri standard, a poche settimane dall'annuncio di un investimento da 15 miliardi di dollari in infrastrutture AI in Finlandia entro il 2028.
Durante la Vertiv Week 2026, il Sole 24 Ore ha visitato la facility di Rugvica, in Croazia, dove Vertiv progetta e assembla sistemi per data center, inclusi container modulari da aggiungere a server farm già operative. L'azienda sposta in fabbrica una quota crescente di operazioni prima svolte in cantiere, con soluzioni come SmartRun che integrano distribuzione dell'energia, raffreddamento e monitoraggio. Vertiv ha inoltre annunciato l'ampliamento del campus di Nové Mesto nad Váhom, in Slovacchia, che in 18-24 mesi aggiungerà circa 22.000 metri quadrati di capacità produttiva per la regione Emea.
Secondo Investing.com, i titoli europei dei semiconduttori sono saliti grazie alle prospettive di spesa di Anthropic. Il testo dell'articolo non era scaricabile al momento della redazione, quindi i dettagli vanno verificati sulla fonte.
Un rapporto dell'Information Technology and Innovation Foundation valuta l'idea di portare capacità di calcolo in orbita. Il calcolo spaziale potrebbe ridurre i dati da trasmettere a Terra e, in alcuni casi, alleggerire la pressione su energia, acqua e territorio. Il rapporto ridimensiona però gli scenari più futuristici e indica come ostacoli calore, radiazioni, costi di lancio, manutenzione, cybersecurity e traffico spaziale.
Secondo un commento del Sole 24 Ore, la competizione sull'intelligenza artificiale si sposta dai modelli a data center, elettricità e sistemi che portano l'AI nelle imprese. Al 31 agosto la Cina contava 1.112 servizi di AI generativa registrati, contro i 302 di fine 2024. Negli Stati Uniti OpenAI dichiara oltre 10 GW assicurati con Stargate, mentre Anthropic e Aws annunciano fino a 5 GW aggiuntivi e Microsoft e Alphabet prevedono circa 175 miliardi di dollari di capex ciascuna nel 2026.
Secondo Roberto Saracino di Brightstar, lo sviluppo dei data center trainato dall'IA si scontra con i limiti di raffreddamento ed energia: i rack passano da 15 kW a oltre 100 kW, con previsioni fino a 600 kW. La Commissione Ue ha lanciato un rating dei centri dati sopra i 500 kW per rendere trasparenti i consumi di energia e acqua, mentre in Italia crescono i comitati del no. L'Osservatorio del Politecnico di Milano censisce 7,1 miliardi di investimenti nel 2023-25, sotto i 10 attesi, e 25 miliardi previsti entro il 2028 per 83 strutture.
Un white paper del Basel Action Network, "The Coming AI Waste Wave", avverte che l'espansione dei data center per l'IA genererà enormi quantità di RAEE. Citando McKinsey, il documento indica 7.000 miliardi di dollari di investimenti tra il 2025 e il 2030 e 219 GW di capacità entro il 2030. Le stime BAN parlano di 395-617 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici legati all'IA entro il 2050, a fronte di circa 67 milioni di tonnellate prodotte oggi, di cui solo il 22,3% riciclato correttamente.
Schneider Electric beneficia della forte domanda di infrastrutture elettriche e di raffreddamento per i centri dati legati all'intelligenza artificiale, soprattutto negli Stati Uniti. Il segmento data center pesa ormai quasi un quarto dei ricavi del gruppo francese, che ha siglato contratti per circa 2,3 miliardi di dollari con operatori statunitensi e collabora con Nvidia sul raffreddamento dei chip per l'AI. Il testo dell'articolo non era accessibile: i dettagli su margini e conti dell'ultimo periodo non sono verificati.
Alla conferenza Apsara Alibaba ha annunciato le prime aree cloud in Turchia, Finlandia e Paesi Bassi e nuovi data center in Germania, Francia ed Emirati, nel quadro di una rete da 20 gigawatt. Il titolo ha perso il 4,6% dopo l'indagine cinese su possibili fughe di dati di DeepSeek e Moonshot verso i modelli Claude.
Agenda Digitale fa i conti degli investimenti pubblici italiani sull'infrastruttura AI: oltre un miliardo di euro stanziato dal Mimit tra settembre 2025 e luglio 2026, mentre l'Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano stima 25 miliardi di euro di investimenti privati tra il 2026 e il 2029 per nuovi impianti, concentrati soprattutto in Lombardia e Piemonte.
I firmatari della diffida e delle osservazioni alla VAS rispondono al sindaco: il progetto Green 1 è agli atti e il nuovo PGT ammette la funzione data center nell'ambito AT02. I comuni confinanti chiedono di valutare consumi idrici, raffreddamento, rumore, emissioni e vicinanza della scuola.
Google lancerà giovedì 1° ottobre un satellite sperimentale con un razzo Falcon 9 di SpaceX dalla base di Vandenberg, in California, per testare un modello ridotto di data center AI nello spazio, chiamato MVP. Il dispositivo, grande quanto un frigorifero, monta quattro chip TPU alimentati da pannelli solari e resterà operativo per un anno nell'ambito del Project Suncatcher, avviato da Google a maggio 2025.
Da gennaio 2026 proteste in 42 Stati americani hanno bloccato la costruzione di oltre cento data center, contestati per gli enormi consumi di energia e acqua. Il 14 e il 19 settembre Trump ha definito le manifestazioni una "cospirazione malvagia" a vantaggio di Pechino, minacciando di perseguire penalmente i manifestanti in nome della sicurezza nazionale. Il fenomeno, sostenuto soprattutto dai conservatori (63% dei repubblicani secondo i sondaggi), preoccupa il partito in vista delle elezioni di metà mandato.
Un rapporto di ChemSec rileva che la maggioranza dei dieci maggiori produttori mondiali di PFAS sta aumentando la capacità produttiva, sostenuta anche dalla crescita di semiconduttori, batterie e infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Alcuni PFAS restano difficili da sostituire nella litografia dei chip più avanzati, mentre alcuni sistemi di raffreddamento dei data center usano sostanze fluorurate, anche se non tutti i data center ne fanno uso e esistono già alternative.
Rienzo Azzi (Forza Italia) ha presentato una mozione al Comune di Saronno per coordinare gli interventi legati ai data center previsti nell'Alto Milanese, chiedendo trasparenza su potenze e tecnologie di mitigazione per calore, acqua e rumore, in particolare per gli insediamenti ipotizzati sulle aree ex Novartis ed ex Lazzaroni: si parla di 22 data center nel raggio di 10 chilometri. Intanto è nato l'Osservatorio Data Center, che il 5 ottobre 2026 organizzerà a Saronno un incontro pubblico con l'esperto Enrico Duranti, in vista della manifestazione regionale «Stop data center» del 10 ottobre a Milano.
A Casalmaggiore i capigruppo di minoranza Luciano Toscani e Annamaria Piccinelli commentano l'annuncio di un data center a Vicobellignano, su un'area ex industriale di 226mila mq lungo la statale Asolana. La documentazione del piano attuativo, approvato dalla giunta comunale, è consultabile in albo pretorio fino al 7 ottobre 2026 e le osservazioni potranno essere presentate entro il 22 ottobre 2026.
Il Comitato per la Tutela del Territorio di Cesate ha inviato una lettera protocollata al sindaco Roberto Vumbaca sul progetto di data center in via Ruggero Leoncavallo. Il Comitato chiede che l'assemblea pubblica, richiesta da una petizione firmata da 1.018 cittadini, sia un confronto tra Amministrazione e cittadinanza, con propri rappresentanti e consulenti tecnici, e non un dibattito tra maggioranza e opposizione. Contesta inoltre l'idea che la valutazione comunale riguardi solo l'aspetto edilizio, chiedendo che si considerino anche funzione, infrastrutture ed effetti sul territorio.
Secondo i dati di Terna al 31 agosto, le domande di connessione alla rete elettrica per data center in Italia hanno superato i 100 GW, 6 GW in più rispetto a luglio. La Lombardia resta in testa con 296 domande per 47,3 GW ma scende sotto il 50% del totale nazionale; seguono Piemonte (14,5 GW, 71 domande, con un ddl già in consultazione pubblica), Lazio (12,45 GW), Puglia, Emilia-Romagna e Veneto. Restano lacune normative, in particolare l'assenza di una disciplina transitoria per i progetti già avviati.
Un'indagine ProdAction del Politecnico di Milano censisce 49 data center attivi in Lombardia, 33 dei quali nella Città Metropolitana di Milano, per un assorbimento di 414 MW. Altri 10 impianti sono in costruzione e diventeranno operativi tra il 2028 e il 2029, raddoppiando la domanda energetica, mentre 23 nuove richieste sono in valutazione tra Varese e l'hinterland milanese.
Secondo l'Environmental Sustainability Report Microsoft 2026, relativo all'anno fiscale 2025, l'azienda ha ridotto del 25% l'intensità di utilizzo dell'acqua nei data center rispetto al 2022, con l'obiettivo di arrivare al 40% entro il 2030. Microsoft ha raggiunto lo status di azienda "water positive", reimmettendo nel sistema idrico globale circa 14,2 milioni di metri cubi d'acqua, più di quanta ne abbia usata per tutte le sue attività. Il risultato si basa su tecnologie di raffreddamento a circuito chiuso, liquid cooling e cold plate/immersion cooling applicate ai data center.
Alessio Lodge e Bianca Giovetti, ricercatori italiani formatisi tra Politecnico di Milano, Bocconi e Imperial College di Londra, hanno fondato la startup Ambra Compute. Il progetto punta a sviluppare micro data-center per l'intelligenza artificiale alimentati da fonti energetiche sostenibili, portando la potenza di calcolo dove l'energia è disponibile. I due lavorano tra Londra, Stanford e la Silicon Valley, forti anche della ricerca di Lodge sulle batterie agli ioni di litio condotta con la professoressa Ilenia Battiato a Stanford.
Retelit, controllata dal fondo Asterion, ha fatto circolare tra i potenziali acquirenti i teaser per cedere circa 20 dei 38 data center del proprio portafoglio, tra cui il campus Avalon a Milano. La gara potrebbe partire tra fine settembre e inizio ottobre, con l'obiettivo di una valutazione tra 700 e 800 milioni di euro; l'operazione è assistita da Roland Berger e Nomura, con Cvc Dif, Mediterra e Macquarie tra i possibili interessati.
Christine Lagarde, presidente della BCE, ha avvertito che l'Europa non può permettersi di dipendere dalle importazioni per l'intelligenza artificiale e ha chiesto un'accelerazione nella costruzione di data center. Lo stesso giorno un gruppo di economisti ed esperti AI europei ha pubblicato un appello per decisioni radicali entro fine anno. Il Financial Times ha stimato che la potenza di calcolo disponibile negli USA è quindici volte superiore a quella europea.
Il sindaco di Rho Andrea Orlandi ha risposto ai comitati cittadini che hanno firmato una petizione contro i progetti di data center in città, tra cui due impianti Amazon in via Buonarroti e uno in via Moscova. Orlandi assicura trasparenza e monitoraggio ambientale, ricordando che il Comune ha introdotto limiti urbanistici come tetti alle altezze, ma critica la legge regionale lombarda che equipara i data center alle altre attività produttive senza lasciare ai Comuni potere di localizzazione.
Un cittadino, Valerio Luca Trombetta, interviene con una lettera sulla mobilitazione contro il progetto di data center a Magenta. Chiede che il dibattito pubblico sia documentato e tecnicamente fondato: pubblicare la documentazione tecnica sull'impatto ambientale, coinvolgere competenze scientifiche sulla salute, fornire numeri verificabili sui consumi energetici e prove documentali sulle accuse di speculazione immobiliare.
Nell'area dell'ex tipografia Ilte di via Postiglione a Moncalieri, che stampava le Pagine Gialle, sorgerà un data center di 270mila metri quadrati e 576 megawatt di potenza, promosso dal fondo Lcp che ha acquistato il complesso nel 2022 per 9 milioni di euro. Il progetto, con parere comunale positivo da marzo, prevede circa 400 posti di lavoro e un impianto fotovoltaico; il sindaco Lorenzo Mauro chiede attenzione a solare e recupero del calore. La consigliera regionale Valentina Cera (AVS) critica l'assenza di una regolamentazione piemontese, mentre l'assessore Marnati lavora a una legge regionale attesa in giunta entro due settimane.
In provincia di Torino, tra le aree di Chivasso, Settimo Torinese e Grugliasco, risultano 43 richieste di connessione per la realizzazione di data center, per una potenza complessiva di 8,08 gigawatt, spesso su aree industriali riconvertite e con investitori ancora coperti da riserbo. L'articolo, pubblicato il 15 settembre 2026, richiama i casi già emersi negli Stati Uniti, dove le comunità locali hanno denunciato problemi di consumo idrico, rumore ed elettricità legati a impianti simili.
Il climatologo Zeke Hausfather ha analizzato otto settimane di utilizzo di Claude Code, l'assistente IA agentico di Anthropic, rilevando un consumo totale di 170 kWh su 1.138 prompt e 3,2 miliardi di token elaborati. Il giorno di picco ha registrato 11 kWh, pari a oltre due frigoriferi, con una media di 150 Wh per prompt, circa 600 volte quella di un chatbot standard.
La protesta contro i nuovi data center, nata negli Stati Uniti, si è estesa all'Europa e coinvolge ora anche l'Italia, dove le richieste di nuovi impianti si concentrano soprattutto nell'area metropolitana di Milano. Le comunità locali contestano il consumo energetico, l'uso di acqua e suolo; nel 2025 l'Italia ha raggiunto 609 megawatt di capacità installata (+19% in un anno), con circa il 70% concentrato in Lombardia.
Il Piemonte accantona gli obiettivi di decarbonizzazione per favorire l'espansione dei data center, puntando su combustibili fossili e nucleare per far fronte al crescente fabbisogno energetico dei processori. A Rozzano, in provincia di Milano, la protesta dei cittadini ha invece fermato il progetto di un nuovo polo strategico nazionale, mentre cresce l'opposizione sulla trasparenza e la sicurezza di questi impianti.
OpenAI ha firmato a ottobre 2025 una lettera d'intenti con il fornitore argentino Sur Energy per un data center fino a 500 megawatt, primo progetto Stargate in America Latina. In Patagonia sono in corso altri progetti simili di Pampa Energía, FlexDomes e Green Capital, mentre Amazon e Google osservano l'area dopo aver già investito in Cile e Uruguay.
In un editoriale sul Financial Times, l'ex presidente della BCE Mario Draghi ha esortato l'Europa ad aumentare la capacità di data center per l'intelligenza artificiale, citando un divario di produttività crescente con gli Stati Uniti. Secondo i dati citati, l'UE detiene meno del 5% della capacità di calcolo IA globale contro il 75% degli USA, con un gap tra domanda e capacità installata di 3GW che potrebbe salire a 14GW entro il 2030. Draghi ha proposto che le aziende europee aggregino i propri impegni di acquisto per finanziare nuovi data center, citando l'iniziativa di ASML, Capgemini e Amadeus con Mistral.
La Spagna punta a diventare il principale polo di data center dell'Europa meridionale, mentre Madrid prepara un decreto con requisiti di sostenibilità energetica e ambientale per il settore. A giugno la Commissione europea ha proposto una legge per triplicare la capacità dei data center nell'Unione entro cinque-sette anni, sollevando le critiche di Greenpeace sull'impatto idrico, mentre l'associazione di settore Spain DC sostiene che efficienza e nuove tecnologie di raffreddamento possano limitare i consumi.
In Lombardia si moltiplicano i progetti di data center e i comitati contrari, riuniti nella Rete Stop data center, hanno organizzato per il 10 ottobre a Milano la prima manifestazione nazionale. In Brianza l'adesione formale manca, ma a Vimercate gli ex lavoratori Bames si sono opposti al progetto sull'area ex Ibm, mentre l'associazione Hq Monza propone di realizzare i data center sottoterra per limitarne l'impatto.
Il Fatto Quotidiano, in un articolo di Alessandro Aresu del 7 settembre 2026, analizza il crescente malessere di americani ed europei verso le grandi aziende dell'intelligenza artificiale, accusate di spendere miliardi in lobbying e comunicazione. Il pezzo ricostruisce la corsa ai modelli sempre più potenti, con OpenAI che lancia GPT-6 Astra per rispondere alla crescita di Anthropic, ai modelli aperti cinesi e a Nvidia, sullo sfondo delle polemiche sulle reali prestazioni dei nuovi prodotti.
Negli Stati Uniti cresce l'opposizione ai data center per i loro consumi di acqua ed elettricità. Secondo Rystad Energy, nel 2025 i data center globali hanno usato 222 miliardi di litri d'acqua per il raffreddamento, cifra che senza interventi potrebbe quasi triplicare entro il 2030; Nvidia, Microsoft, AWS e Meta puntano su sistemi di raffreddamento a circuito chiuso per ridurre i consumi.
L'Italia si candida a diventare il principale hub del Mediterraneo per i data center, con Milano confermata come punto di riferimento per il Sud Europa. La crescita dei progetti ha però mobilitato i territori coinvolti, dove sono nati comitati locali contrari alla loro realizzazione.
Al piano attuativo per il data center di Cesate, in provincia di Milano, sono state presentate 222 osservazioni, a fronte delle oltre 1.100 firme raccolte contro il progetto dalla lista di minoranza Cesate Insieme. Nonostante le proteste, la giunta di centrodestra ha già dato il 30 luglio il primo via libera al piano, che prevede un intervento di circa 60.000 metri quadrati con un edificio da 23.000 metri quadrati vicino ad aree verdi, in cambio di circa 6 milioni di euro per il Comune.
Il sindaco di Caronno Pertusella, Marco Giudici, ha chiesto l'istituzione di un tavolo istituzionale con i Comuni limitrofi, gli enti sovraordinati e i parchi (Plis del Lura, Parco Groane) per valutare in modo coordinato il progetto di data center previsto a Cesate, a circa 500 metri dal confine comunale. La richiesta segue l'adozione, il 30 luglio, del Piano attuativo unitario da parte della Giunta di Cesate, e segnala l'assenza finora di un confronto diretto tra le due Amministrazioni sulle misure di mitigazione ecologica. Giudici evidenzia anche il rischio di impatto cumulativo con altri progetti nella zona, come un impianto agrivoltaico tra Cesate e Solaro.
Anthropic ha siglato un'intesa da 35 miliardi di dollari in sei anni con Lambda, cloud provider sostenuto da Nvidia, per capacità di calcolo in un data center in Texas sviluppato da Hut 8. Sommati agli accordi precedenti, gli impegni di calcolo di Anthropic nel 2026 superano i 135 miliardi di dollari.
Il Governo ha dichiarato strategici due maxi-investimenti da 8 miliardi di euro complessivi per nuovi data center a Settimo Milanese/Cusago (Equinix) e a Trino, sull'area dell'ex centrale nucleare Galileo Ferraris (Cavour Hyperscale Campus). I cantieri impiegheranno fino a 3.700 lavoratori tra il 2026 e il 2028, ma a regime resteranno meno di 900 posti stabili, mentre restano aperti i nodi energia e consumo di suolo.
Il gruppo Schwarz, proprietario di Lidl, investirà fino a 5,6 miliardi di euro entro il 2033 per un data center AI a Dummerstorf, alimentato al 100% da energia eolica, con l'obiettivo di offrire all'Europa un'alternativa ai colossi cloud americani e candidarsi alle "AI Gigafactories" della Commissione UE.
Il Comune di Peschiera Borromeo ha autorizzato formalmente Microsoft a realizzare un data center nell'area di San Bovio. Il permesso di costruire è stato pubblicato all'albo pretorio il 24 agosto 2026 e prevede un contributo della multinazionale all'ente locale di circa 7 milioni di euro.
OpenAI ha diffuso i primi risultati del chip ASIC Jalapeño, sviluppato con Broadcom: nei test sulla piattaforma InferenceX supererebbe le GPU Nvidia GB200 e GB300 sia in latenza sia in efficienza energetica, con consumi misurati di 550 watt contro i 1.200-1.400 watt dei chip Nvidia. La distribuzione in piccoli volumi è prevista entro fine 2026.
La startup Starcloud ha esteso il suo round di Serie A di 250 milioni di dollari, con una valutazione di 2,3 miliardi, per sviluppare una rete di satelliti-data center in orbita: fino a 88.000 unità autorizzate dalla FCC. Tra gli investitori compare anche Nvidia, mentre il piano dipende dalla disponibilità dei lanci Starship di SpaceX.
La Regione Marche ha affidato i lavori per un'unità di continuità elettrica dedicata al nuovo ambiente IA che si innesterà nel data center regionale Tiziano. Il progetto, finanziato con oltre 4,5 milioni di euro in un cluster con Puglia, Abruzzo, Umbria e altre regioni, punta ad automatizzare la gestione degli appalti e la generazione di atti amministrativi.
Eni ha aperto il proprio Green Data Center, uno dei supercalcolatori più potenti al mondo in ambito industriale, all'uso di aziende e centri di ricerca esterni. L'impianto mette la sua capacità di calcolo ad alte prestazioni a disposizione di terzi.
Tra le 207 domande di connessione alla rete elettrica presentate a Terna in Lombardia, due riguardano il Mantovano, per impianti che richiederebbero complessivamente 0,07 GW di potenza. I progetti sono nella fase iniziale dell'iter autorizzativo.
Un reportage all'interno del data center Fastweb-Vodafone in zona Ghisolfa e del campus Data4 tra Cornaredo e Settimo Milanese racconta strutture blindate come fortini, con guardiole, tornelli in acciaio e recinzioni allarmate. Dietro ogni ricerca online o richiesta all'AI ci sono questi colossi di cemento e silicio.
Al 31 luglio 2026, secondo Terna, le richieste di connessione per data center in Italia sfiorano i 96 GW. La Lombardia resta prima con 44,96 GW ma scende sotto il 50% del totale per la prima volta, mentre il Piemonte cresce a 13,13 GW superando il Lazio.
Cortical Labs ha attivato a Singapore CL1, il primo data center biologico autonomo: 20 unità che usano neuroni umani derivati da cellule staminali al posto dei transistor tradizionali. Presentato ad agosto 2026 con l'università NUS e l'operatore DayOne, è destinato inizialmente alla ricerca farmacologica e neurologica.
Un'analisi del Financial Times su 60 grandi data center in costruzione negli Stati Uniti per Amazon, Microsoft, Google e Meta stima che, una volta operativi, emetteranno circa 101,5 milioni di tonnellate di CO2 l'anno, come 24 milioni di auto a benzina: pari al 7% delle emissioni del settore energetico USA del 2025.
Il centro sociale Sos Fornace si mobilita contro il data center previsto in via Moscova a Rho (Milano), nell'area ex Nilit-Radici, dopo l'approvazione della Giunta comunale. Le proteste riguardano i 25mila metri quadri della struttura, i consumi energetici (90 MW), le emissioni e i pochi posti di lavoro; si chiede un confronto pubblico entro il 23 settembre.
Un'analisi del Corriere sull'ostacolo più grande incontrato dall'IA e dalle sue infrastrutture: l'opposizione popolare. I data center sono invisi alle comunità locali perché, per funzionare, richiedono enormi quantità di energia e consumano milioni di litri d'acqua per evitare che i server si surriscaldino.
In un'intervista al Corriere, Tareq Rajjal, a capo delle operazioni europee della francese Data4, difende i data center in Lombardia definendoli 'nuove autostrade digitali' indispensabili per la competitività industriale del Paese, e avverte che senza di essi gli imprenditori andrebbero altrove.
NVIDIA ha ridotto da 250 a meno di 120 miliardi di dollari la garanzia finanziaria per il campus AI da 10 GW che OpenAI sta sviluppando in Ohio con SB Energy. La decisione, legata alle preoccupazioni degli investitori, copre solo la prima fase e sposta più rischio su banche e finanziatori terzi.
La startup americana Heron Power, guidata da un ex dirigente Tesla, ha scelto Morgan Hill (California) per la sua prima grande fabbrica: 100 milioni di dollari per convertire un magazzino da 286.000 piedi quadri e produrre 'Heron Link', sistemi di conversione di potenza da 5 MW per data center ed energia. Capacità fino a 40 GW l'anno e oltre 600 nuovi posti.
Samsung Electronics investirà 240 miliardi di won (circa 173 milioni di dollari) in un nuovo impianto a Gwangju, in Corea, dedicato ai sistemi HVAC per il raffreddamento dei data center AI, con produzione dal 2028. L'azienda punta a diventare leader globale del settore entro il 2030, in un mercato che cresce del 18% l'anno.
Aruba ha acquisito tre centrali idroelettriche in provincia di Torino (Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese), salendo a 11 impianti complessivi. I nuovi impianti aggiungono 10 GWh annui di energia rinnovabile destinata ad alimentare i data center dell'azienda.
Il governo dichiara di interesse strategico nazionale due maxi data center per l'AI, K2 Strategic vicino Milano ed Energy Vault in Sardegna, per circa 6,8 miliardi di euro complessivi, e approva un decreto attuativo dell'AI Act dedicato alla formazione in pubblica amministrazione, sanità e lavoro.
Una ricognizione aggiornata a maggio 2026 censisce circa 250 data center in Italia: 190 operativi, 20 in costruzione e oltre 30 pianificati. La Lombardia, e Milano in particolare, resta il fulcro, con operatori globali come Digital Realty, Equinix e Aruba e una crescente diffusione verso impianti edge sul territorio.
Secondo un rapporto di Data Center Watch (10a Labs), nei primi tre mesi del 2026 sono stati bloccati o rinviati almeno 75 progetti di data center per un valore di circa 130 miliardi di dollari, il numero più alto mai registrato in un singolo trimestre. In tre mesi l'opposizione pubblica ha fermato tanti impianti quanti in tutto il 2025.
Un singolo data center può arrivare a consumare fino a 19 milioni di litri d'acqua al giorno per il raffreddamento, con rischi di inquinamento idrico e contaminazione delle falde. L'Italia, con Milano che concentra circa il 90% degli impianti nazionali, è il prossimo obiettivo dell'espansione delle big tech.
L'attivista ambientale Erin Brockovich ha lanciato a fine aprile 2026 un progetto per mappare i data center negli Stati Uniti, raccogliendo oltre 3.600 segnalazioni da residenti. Al centro le denunce su consumo d'acqua, elettricità e inquinamento acustico di impianti spesso costruiti senza informare le comunità locali.
Il 27 maggio 2026 il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato la prima legge italiana dedicata ai data center: dieci articoli che vietano l'uso di acqua potabile per il raffreddamento e introducono vincoli sulle aree verdi. La Regione concentra da sola il 63% delle richieste di autorizzazione nazionali.