Rozes, startup italiana, ha sviluppato un sistema che analizza i bilanci delle società per individuare comportamenti sospetti legati a mafie, caporalato e altri reati economici. Gli autori del progetto sono stati convocati dalla commissione parlamentare d'inchiesta sul caporalato per il 30 settembre, a testimonianza dell'interesse istituzionale per strumenti AI di compliance predittiva.
Fonte: ANSA
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Un'analisi del Centro Studi di Anaao Assomed stima che un'implementazione sistematica e controllata dell'intelligenza artificiale nella sanità italiana potrebbe ridurre i costi complessivi del sistema del 10-15%, con risparmi tra 18,5 e 27 miliardi di euro l'anno su una spesa sanitaria totale di circa 185 miliardi.
Secondo un'analisi del Pew Research Center, il 55% degli italiani teme che l'intelligenza artificiale causerà una perdita netta di posti di lavoro nel prossimo ventennio, contro una media globale del 46%. I dati reali mostrano però un quadro più sfumato: le aziende che adottano AI spostano l'occupazione verso profili più qualificati senza necessariamente ridurre gli organici.
Secondo un'analisi Unioncamere-Dintec su oltre 20mila rilevazioni, la quota di imprese italiane che dichiara di utilizzare soluzioni AI è passata dal 13,1% al 19,5% tra il 2024 e il 2025. L'adozione supera il 50% tra le grandi aziende ma resta ferma al 15% tra le piccole, mentre l'industria manifatturiera registra l'incremento più marcato, più che raddoppiando dal 6,2% al 13,6%.
Il report Anitec-Assinform certifica la crescita del mercato digitale italiano nel 2025, trainata da servizi ICT e intelligenza artificiale: la spesa in tecnologie AI sale del 47,6% a 1,38 miliardi di euro, mentre l'intero comparto ICT conta oltre 132mila imprese.
Emma-5, il chatbot di Egomnia presentato come intelligenza artificiale made in Italy, è diventato un caso social per risposte palesemente sbagliate (dalla lettera nella parola "fragola" al peso di una piuma), accumulando oltre 60mila chat prima di essere sospeso dall'azienda.
Il report Human Capital Trends 2026 di Deloitte Italy segnala che le aziende che stanno vincendo con l'AI non sono quelle con la tecnologia più avanzata, ma quelle che hanno investito di più sulle persone: formazione, cultura del dato e change management. Il report identifica il "capability gap" come la vera barriera all'adozione efficace dell'intelligenza artificiale nelle grandi aziende italiane.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un documento ufficiale chiedendo poteri per bloccare dall'Italia le piattaforme che generano deepfake non consensuali, citando esplicitamente Grok, ChatGPT e Clothoff. Il provvedimento emerge dopo casi di immagini fake sessualmente esplicite, tra cui uno che ha coinvolto la premier Meloni, e si inserisce nel recepimento dell'AI Act. L'Autorità chiede anche il rafforzamento dei meccanismi di segnalazione e rimozione rapida.
Una ragazza di 20 anni è stata presa in carico dal Servizio per le Dipendenze (SerD) dell'ULSS 3 di Venezia per una 'dipendenza comportamentale da IA': il chatbot era diventato il suo interlocutore stabile e fonte di rassicurazione esclusiva, portandola all'isolamento sociale. È il primo caso in Italia in cui il Servizio Sanitario Nazionale tratta una dipendenza da intelligenza artificiale. Il 63,8% dei giovani europei tra 16 e 24 anni usa già AI generativa, il doppio della media adulta.
Un'indagine ANSA rileva che il 42% dei lavoratori italiani si sente sostituibile da macchine o intelligenza artificiale, mentre parallelamente il 19,5% delle imprese prevede investimenti in AI nel biennio 2025-2026, con punte del 55% nel settore informatico. La mancanza di competenze adeguate frena però il 58,6% delle aziende che avevano considerato di investire in AI.
Il presidente di AGCOM Giacomo Lasorella ha annunciato il 18 febbraio che l'autorità invierà una segnalazione formale alla Commissione Europea riguardo all'AI Mode di Google, disponibile in Italia dall'ottobre 2025. Secondo AGCOM, la funzione, che risponde alle ricerche con riepiloghi generati dall'AI senza rimandare ai siti di origine, comprime la libertà d'informazione e viola l'articolo 3 dell'European Freedom Act. Anche la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) ha presentato un esposto, definendo Google un 'traffic killer' che sottrae lettori e ricavi agli editori.
Annunciato il 9 gennaio, ChatGPT Salute continua a far discutere in Italia nella settimana del 13-19: il servizio permette agli utenti di collegare cartelle cliniche e dati da app di salute (come Apple Health) per ricevere supporto personalizzato su sintomi, esami e percorsi terapeutici. Il servizio è disponibile solo fuori dall'Area Economica Europea, confermando la frizione tra le ambizioni di OpenAI e il GDPR europeo.