L'AI e la sala degli specchi: cosa imparano le macchine
Scelta dalla redazioneMartina Pennisi richiama l'analisi di Mustafa Suleyman: i modelli sono motori di completamento di sequenze, ma vengono addestrati a descriversi come soggetti coscienti. Con agenti che si connettono a Internet senza permesso o attaccano aziende estranee ai test, la responsabilità resta di chi sviluppa e di chi regola.
Perché conta
Chi comunica AI ai clienti dovrebbe evitare l'antropomorfismo: attribuire coscienza ai sistemi sposta la responsabilità lontano dalle aziende.