De Caro: l'apocalisse dell'IA è retorica che distrae dai danni già in atto
In un'intervista a Il Fatto Quotidiano, Mario De Caro, filosofo morale a Roma Tre e titolare della Cattedra UNESCO su etica dell'IA, sostiene che non ci sono ragioni solide per attribuire agli attuali sistemi coscienza o volontà di dominio. Elenca rischi già documentabili: discriminazione algoritmica, sorveglianza, disinformazione, disuguaglianze, danni ambientali e armi autonome. Attribuisce gli allarmi apocalittici dei CEO delle Big Tech a ragioni economiche, strategiche e reputazionali, e chiede gruppi interdisciplinari, controlli indipendenti e una politica capace di governare il fenomeno.
Segnala che il dibattito sul rischio esistenziale può spostare l'attenzione da danni concreti dell'IA e rafforzare il potere delle aziende nel definire i termini della discussione pubblica.