Sanità digitale, perché la cura deve restare una relazione umana
Daniele Damele, presidente di Fasi, sostiene che telemedicina e intelligenza artificiale possono aiutare a seguire i pazienti, ma che il monitoraggio da solo non basta a prendersi cura. Secondo l'autore servono trasparenza, tutela dei dati e una presenza umana che accompagni le decisioni cliniche, perché la raccolta di informazioni sanitarie in sistemi elettronici crea una rappresentazione algoritmica della salute che può influenzare la valutazione clinica.
Il presidente di un fondo sanitario di categoria chiede che la supervisione umana resti il punto fermo dell'uso dell'IA nella cura, in linea con il tema del controllo clinico su cui il decreto 179/2026 lascia ancora margini.