Cassazione: l'IA non esonera l'avvocato dalla verifica delle fonti negli atti
La Corte di Cassazione, sezione III penale, con la sentenza n. 23006 del 22 giugno 2026 ha chiarito che l'intelligenza artificiale può assistere il professionista nella fase preparatoria degli atti giudiziari ma non sostituirlo nella loro formazione e nella verifica delle fonti citate. La citazione di precedenti giurisprudenziali inesistenti generati dall'IA costituisce colpa qualificata e può aggravare la responsabilità professionale dell'avvocato.
Perché conta
Segnala che, anche alla luce del controllo umano significativo richiesto dall'AI Act (Reg. UE 2024/1689), la responsabilità sulla correttezza degli atti resta interamente in capo al professionista che utilizza strumenti di IA.