OpenAI paga centinaia di revisori per leggere le chat di ChatGPT
OpenAI impiega centinaia di collaboratori esterni, nell'ambito del programma interno «Project Lily», per leggere conversazioni reali tra utenti e ChatGPT e valutarne le risposte, incluso se il chatbot debba risultare meno compiacente. I revisori hanno accesso anche a riassunti delle memorie degli utenti, che possono rivelare usi passati del servizio e la probabile area geografica di provenienza; la condivisione avviene tramite l'impostazione predefinita «Improve the model for everyone» su account free, Plus e Pro. Il caso si inserisce nel quadro delle criticità già sollevate dal Garante Privacy italiano, che aveva sanzionato OpenAI per 15 milioni di euro per un trattamento dei dati privo di base giuridica adeguata.
Mostra come il miglioramento dei modelli conversazionali passi ancora attraverso la revisione umana delle chat degli utenti, sollevando questioni di consenso e privacy non ancora del tutto risolte.