Fonte: repubblica.it

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Secondo Roberto Saracino di Brightstar, lo sviluppo dei data center trainato dall'IA si scontra con i limiti di raffreddamento ed energia: i rack passano da 15 kW a oltre 100 kW, con previsioni fino a 600 kW. La Commissione Ue ha lanciato un rating dei centri dati sopra i 500 kW per rendere trasparenti i consumi di energia e acqua, mentre in Italia crescono i comitati del no. L'Osservatorio del Politecnico di Milano censisce 7,1 miliardi di investimenti nel 2023-25, sotto i 10 attesi, e 25 miliardi previsti entro il 2028 per 83 strutture.

Un white paper del Basel Action Network, "The Coming AI Waste Wave", avverte che l'espansione dei data center per l'IA genererà enormi quantità di RAEE. Citando McKinsey, il documento indica 7.000 miliardi di dollari di investimenti tra il 2025 e il 2030 e 219 GW di capacità entro il 2030. Le stime BAN parlano di 395-617 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici legati all'IA entro il 2050, a fronte di circa 67 milioni di tonnellate prodotte oggi, di cui solo il 22,3% riciclato correttamente.

Nella rubrica Tech Away del 29 settembre 2026, Repubblica sostiene che l'intelligenza artificiale pesa come una tassa nascosta sul prezzo degli smartphone. Il testo integrale è dietro paywall, quindi i dettagli dell'argomentazione non sono verificabili. Altre fonti collegano i rincari alla domanda di memoria e chip generata dall'IA e ai costi delle funzioni di IA integrate nei telefoni.

Un rapporto di ChemSec rileva che la maggioranza dei dieci maggiori produttori mondiali di PFAS sta aumentando la capacità produttiva, sostenuta anche dalla crescita di semiconduttori, batterie e infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Alcuni PFAS restano difficili da sostituire nella litografia dei chip più avanzati, mentre alcuni sistemi di raffreddamento dei data center usano sostanze fluorurate, anche se non tutti i data center ne fanno uso e esistono già alternative.

Il 23 settembre 2026 Sam Altman (OpenAI) e Dario Amodei (Anthropic), insieme ad altri esperti come Bengio e Delangue, sono intervenuti al Consiglio di Sicurezza dell'Onu sui rischi dell'intelligenza artificiale. Amodei ha indicato due pericoli principali, l'uso improprio dei modelli, incluso per armi biologiche, e capacità dei sistemi che superano la capacità di controllo umano, mentre Altman ha chiesto standard di sicurezza globali condivisi tra governi. Nello stesso periodo entrambe le aziende hanno continuato a rilasciare nuovi modelli sempre più avanzati.

Secondo l'indagine "State of AI Builders in Europe" condotta da Shakers su oltre 1.000 professionisti tech in più di 20 paesi europei, le tariffe dei freelance sono cresciute in media del 25% nell'ultimo anno, contro un +9% degli stipendi dei dipendenti. In Italia l'87% dei lavoratori tech usa almeno un agente IA o un workflow automatizzato, e il know-how sull'IA è la causa principale dell'aumento tariffario per il 25% dei freelance, contro solo il 10% dei dipendenti.

Uno studio di Deloitte, illustrato da Fabio Battelli (enterprise security leader), indica che l'80% delle organizzazioni intervistate ha già integrato soluzioni di IA, ma solo il 9% lo ha fatto tenendo conto degli aspetti di sicurezza. Resta diffusa la Shadow AI, con dipendenti che usano strumenti generativi senza che l'azienda sappia chi li usi e per quali scopi. Con l'IA agentica i rischi aumentano, e i guardrail nativi intercettano solo circa il 30% dei casi, esponendo le imprese a oversharing di dati sensibili.

Il quotidiano cinese Global Times ha definito un attacco in stile guerra fredda gli appelli del Ceo di Anthropic Dario Amodei a rallentare lo sviluppo dell'IA. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha parlato di allarmismo occidentale, mentre il ministro della Sicurezza di Stato Chen Yixin ha comunque elencato rischi legati ai modelli IA più avanzati per il cyberspazio e le infrastrutture critiche cinesi.

La ricercatrice Diletta Huyskes, esperta di etica ed etica delle tecnologie, ha creato "The Extinction Archive", un archivio che dal 2014 mette in fila le dichiarazioni allarmistiche sui rischi esistenziali dell'IA affiancandole ai lanci commerciali delle stesse aziende avvenuti nello stesso periodo. Repubblica ne ha parlato il 16 settembre 2026, evidenziando come gli annunci apocalittici coincidano spesso con il lancio di nuovi prodotti o round di investimento.

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