Fonte: huffingtonpost.it

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Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta, ha pubblicato martedì un post in cui, senza nominarli direttamente, ha replicato a Dario Amodei e Anthropic, sostenitori di un rallentamento nello sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale più potenti. Zuckerberg ha scritto che ogni laboratorio ha la responsabilità e l'incentivo a procedere al ritmo necessario per addestrare i propri modelli in sicurezza, rompendo così il fronte comune che si era formato nella Silicon Valley.

Mariarosaria Taddeo, docente di etica digitale all'Oxford Internet Institute, commenta in un'intervista le recenti aperture di Dario Amodei, Sam Altman, Elon Musk e Demis Hassabis su freni e sicurezza nello sviluppo dell'AI. Secondo Taddeo il pericolo maggiore non è un rischio esistenziale apocalittico, ma la perdita di controllo tecnico sui modelli, capaci di migliorarsi da soli più velocemente dei cicli di validazione umani, con conseguente rischio di una crisi sistemica della cybersicurezza. La studiosa critica inoltre la proposta di Amodei di un'autoregolamentazione coordinata tra aziende, richiamando anche l'imminente quotazione in Borsa di Anthropic.

Il fisico Roberto Cingolani, ex ministro del governo Draghi e già ad di Leonardo, commenta con HuffPost l'appello lanciato dai grandi player dell'intelligenza artificiale sui rischi della tecnologia. Definisce l'IA priva di istinto o ambizione di dominio, indicando come vero problema l'impreparazione degli utenti e la mancanza di regole adeguate. Esclude un ritorno in politica, dicendo di preferire la scienza.

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